Mike Pejic: dal calcio ai…calci del taekwondo

Mike Pejic: dal calcio ai…calci del taekwondo

11 Aprile 2019 0 Di il Cosmo

di Deborah Villarboito –

La storia di Mike Pejic è particolare. Una vita in difesa da terzino sinistro nello Stoke City e nella Nazionale inglese, finita poi nell’arte marziale coreana, il taekwondo. Nel 2018, aveva pensato di chiudere del tutto con l’attività sportiva se avesse vinto l’oro ai Mondiali di Taipei. Arrivò nono a causa di una serie di infortuni e non poteva andare in pensione con un piazzamento del genere, perché sentiva di avere ancora qualcosa da dimostrare. Così il 69enne campione di arti marziali con un passato nel calcio ha rimandato l’addio e si è messo sotto con gli allenamenti per prepararsi agli Europei di Antalya (Turchia) che si sono svolti la scorsa settimana.

E alla fine i risultati gli hanno dato ragione: Pejic si è infatti aggiudicato il titolo Over 65 nella categoria individuale per la Gran Bretagna, battendo il favoritissimo turco Galip Ziya Yalcinkaya, lo spagnolo Francisco Rela‘o Ruiz e il tedesco Peter Johanns nei Poomse, le forme. È stato un lungo viaggio da quando ha iniziato a gareggiare per la Gran Bretagna nel 2012 e da allora ha vinto cinque campionati nazionali ed è arrivato secondo ai Mondiali, ma questo è probabilmente il successo più importante che abbia ottenuto e non poteva esserne più orgoglioso. Come detto, il 2018 è stato costellato di infortuni per l’ex Stoke, al punto da fargli pensare che i suoi giorni nelle arti marziali fossero ormai agli sgoccioli.

Si era strappato un tendine e rotto un dito del piede, il che ha significato stare parecchi mesi ingessato e quindi perdere un sacco di allenamenti e proprio quando si è ripreso e stava completando il suo quinto dan, si è strappato un tendine nel tallone e due giorni prima dei Mondiali a Taipei un flessore dell’anca. Ha gareggiato ugualmente, ma è arrivato nono e ha davvero iniziato a pensare che questa potesse essere la fine. Ma la volontà di dimostrare a se stesso e al mondo che non era ancora tempo per la pensione gli ha dato la forza di riprendersi.

È stato davvero a un passo dal mollare tutto e se avesse vinto i Mondiali a Taipei, probabilmente lo avrebbe fatto, ma non poteva finire in questo modo, con un nono posto, così ha riprogrammato allenamenti e tornei, ha preso un fitness coach e fatto delle lezioni di Pilates e iniziato il suo recupero. È stato un lavoro duro e faticoso, ma alla fine è tornato al meglio e questa è senz’altro la suo miglior performance da quando ho vinto l’argento nel 2017 e adesso che è campione europeo, cercherà di vincere l’oro il prossimo anno. Una storia infinita di sport insomma.