Premiata Fattoria della Bufala

di Fabiana Bianchi –

Nel vasto Cosmo, soprattutto quello di internet, non tutto è come sembra. «Esiste più di un genere di libertà: la libertà di e la libertà da» ci racconta l’arcigna zia Lydia nel “Racconto dell’ancella”. Se, da un lato, sul web esiste la “libertà di” scrivere, esprimersi e raccontarsi con pochi limiti, dall’altro l’utente medio non gode della “libertà dalla” mistificazione, dalle fake news e dalla pura e semplice bufala. Se anche il più prestigioso dei prodotti editoriali può incappare occasionalmente nell’errore (il famoso studio, poi risultato falsificato, sulla correlazione tra vaccini e autismo apparve inizialmente su “Lancet”, per intendersi), in linea di massima il lettore può contare su diverse forme di controllo.

Su internet, invece, queste garanzie diventano molto più labili. Solo negli ultimi tempi i social network stanno intraprendendo delle azioni per tutelare i loro iscritti dalle notizie false, riconoscendone finalmente i pericoli. Ma la maggior parte del lavoro lo devono ancora fare gli stessi utenti: spetta a loro informarsi per distinguere la realtà dalle bufale, spesso confezionate davvero ad arte. Con questa nuova rubrica, il Cosmo vuole aiutare i suoi lettori a evitare non la rete, bensì le reti tesi da chi li vorrebbe disinformati e/o indignati ad hoc. Perché l’unica bufala buona è quella che sta nel piatto. Parleremo inoltre, sullo stesso filone, di leggende metropolitane, antiche credenze e teorie del complotto, anche pre-internettiane. Storie che talvolta non sono prive di un certo fascino.

A proposito, da cosa deriva l’espressione “bufala”? A darci una risposta è una fonte più che attendibile: l’Accademia della Crusca. «Il significato figurato di bufala avrebbe avuto origine in ambito gastronomico, non con riferimento alla mozzarella di bufala, ma alla carne – spiegano – alcuni ristoratori romani disonesti, infatti, avevano il malcostume di spacciare la carne di bufala invece della più pregiata carne di vitella; di qui il termine avrebbe assunto il valore di ‘fregatura’ e quindi di ‘notizia falsa’ e di ‘produzione artistica/cinematografica scadente’».

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