Thisisnotasushibar: mangi gratis se hai tanti follower

Thisisnotasushibar: mangi gratis se hai tanti follower

11 Aprile 2019 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

Esiste una catena di ristoranti, tutta italiana, che ti permette di pagare con i follower. Sì, avete capito bene. Niente moneta contante, ma grazie ai ‘seguaci’ che hai sui social mangi gratis. Sono quelli di ‘Thisisnotasushibar’, ristoranti milanesi (ce ne sono sei) dei fratelli Matteo e Tommaso Pittarello. Funziona così: tu mostri il tuo profilo e, se hai un certo numero di follower su Instagram, ottieni uramaki e sashimi a volontà.

L’idea piace, se è vero che all’inizio si applicava solo in un ristorante e poi è stato esteso a tutti quelli della catena. Naturalmente, siccome la pubblicità resta anche oggi il meglio e l’anima nel settore commerciale, oltre che mostrare i follower, per mangiare gratuitamente si deve postare una foto in cui si tagga la pagina, utilizzando hashtag e geolocalizzazione. Ma non sarà certo uno sforzo nel mondo iper connesso di oggi, in cui già si fotografano pietanze e primi piatti a uso e consumo di chi ci legge (e molto probabilmente ci invidia) sui social network.

Attenzione, però, perché Thisisnotasushibar ha messo in piedi anche un altro progetto, sempre legato ai social. Non va a caccia solo degli influencer (quelli che hanno tra i mille e i cinquemila follower), cioè di coloro che hanno un sacco di follower, ma li crea. Come fa? Pubblicizza il profilo dei micro-influencer, ovvero di coloro che hanno meno di mille seguaci, che a loro volta innescano reazioni in grado di coinvolgere altre persone. Un’iniziativa unica in Italia anche questa seconda, secondo il motto: “Se hai follower, ti diamo il sushi. Ma se non ne hai abbastanza, i follower te li diamo noi”.

In questo modo, si è creata una vera e propria community, ossia utenti generatori di post, like e hashtag. E la moda è stata estesa, come detto, a tutti e sei i punti vendita presenti nella città meneghina. In appena tre mesi, il fatturato è aumentato del 13,4%, lo scontrino medio degli ordini online di 5 euro. Una strategia che oseremmo definire aggressiva, che dà i suoi frutti eccome. Il passaparola è efficacissimo se parliamo di social. Se poi aggiungiamo la parola ‘gratis’, al tutto, potete stare sicuri che ci sarà la coda. Del resto, oggi gli utenti della generazione Z (quelli nati dopo il 1980 e oltre il 2000) utilizzano quasi esclusivamente lo smartphone per collegarsi a internet, dunque hanno la possibilità di trovare in diretta il miglior ristorante, le sue iniziative, di postare le foto in tempo reale. E così via. Gli amici, a loro volta, si faranno invogliare da ciò che leggono.

Detta così, pare un’idea semplice. E vi starete chiedendo: ma perché non è venuta in mente a me? Beh, siete sempre in tempo. In Italia ci sono altri esempi di ristoranti che hanno seguito la strategia di Thisisnotasushibar, ma che magari riescono solo sporadicamente, non quotidianamente, a offrire da mangiare gratis in cambio di like e follower. Voi potreste essere i prossimi.