Vai al lavoro in bici? Eccoti i soldi

Vai al lavoro in bici? Eccoti i soldi

11 Aprile 2019 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

La Puglia si schiera al fianco di chi utilizza la bicicletta per andare al lavoro. Nel segno della mobilità sostenibile e rispettosa dell’ambiente. Un modo per eliminare il traffico e lo smog delle auto che la Regione ha deciso di ‘rimborsare’. Come? Pagando 0,20 euro a chilometro a chi si reca al lavoro sulla due ruote non motorizzata. Bari è l’unico capoluogo italiano che ha deciso per quattro mesi di sperimentazione.

Ma c’è anche una ditta, e ancora una volta parla pugliese, che ha deciso di incentivare il tragitto casa – lavoro dei suoi dipendenti pagandoli per andarci in bici. Si tratta della Andriani Spa: in questo caso non è una sperimentazione, e i dipendenti ciclisti troveranno nello stipendio uno 0,30 in più per chilometro percorso in bici durante il mese. Salute, ambiente, incentivo: queste sono le tre parole chiave che le due realtà hanno deciso di utilizzare. Parliamo di una istituzionale e pubblica e di una privata. Ma l’Italia resta molto indietro da questo punto di vista rispetto agli altri Paesi, dove pure le piste ciclabili sono meglio strutturate che nella maggior parte dello Stivale.

In Francia, entro il 2022, il Governo ha già deciso di rendere obbligatorio il rimborso di 0,25 euro a chilometro per coloro che andranno al lavoro in bicicletta. Non importa se in una piccola cittadina o a Parigi. Il Belgio paga già 0,23 euro a chilometri per il lavoratore – ciclista. In Lussemburgo si incentiva l’uso della bicicletta con 300 euro di contributo.

Il ministero dei Trasporti francese ha deciso di rendere obbligatorio l’incentivo dopo aver comunicato i dati di uno studio: i costi del sistema saranno compensati dai risparmi nel settore sanitario, derivanti dai benefici del ciclismo sulla salute. Il bilancio dello Stato non verrà insomma toccato, il cuore dei francesi sì. E in positivo. In Belgio, dove come già detto esiste già il contributo da parte dello Stato, in tre anni coloro che usano la bici per andare al lavoro sono cresciuti del 30 per cento. L’incentivo viene visto come un premio alla fatica fatta (ma poi è davvero più faticosa la bicicletta dell’auto in coda?).

Noi italiani, al momento, continuiamo a privilegiare l’auto – siamo il secondo Paese europeo per  numero di macchine dai dati Eurostat. I ciclisti delle città sono una minoranza anche a causa di infrastrutture non adeguate. Bari e la Puglia possono essere un laboratorio per invogliare altre realtà istituzionali (non ci spingiamo fino allo Stato che al momento pare così pieno di problemi finanziari da non avere la forza di pagare chi va al lavoro in bici) o private a provarci.