A bruciare era la nostra cultura

A bruciare era la nostra cultura

18 Aprile 2019 0 Di il Cosmo

di Michela Trada –

Quando ho visto la prima immagine di quel fuocherello che spuntava dall’impalcatura attorno alla guglia non ho dato subito peso alla cosa: “Adesso in un attimo sistemeranno tutto”, mi son detta. Poi, le foto su Facebook si son triplicate a dismisura, tutti i mass media hanno iniziato a parlarne a ritmo serrato e il mio stomaco si è chiuso.

Sì, sto parlando ancora di Notre Dame, sebbene dal terribile incendio siano “già” passati quattro giorni. E’, vero, oggi non fa più notizia, poco importa della portata del fatto;  si tratta solo di una chiesa penseranno  e hanno pensato in molti e cosa ci vuole, poi, a ricostruirla. In fondo, non sono persone, non possiamo stare male per un evento del genere quando i bimbi muoiono di fame.

Sono concorde con le frasi buoniste apparse sui social network l’indomani della disfatta parigina, ma non penso che si possano paragonare due situazioni del genere così come l’incendio di Notre Dame non può essere assolutamente accostato alle Torri Gemelli. Qualcuno ha anche sottolineato come la cattedrale francese non fosse l’originale  medievale e quindi chissene: rifatta una volta si può riarrangiare una seconda.

Il punto è che, nel giro di qualche settimana, non si parlerà più della Nostra Signora e dello stato delle nostre opere d’arte. Anche le tragedie diventano “vecchie” per i tg, figuriamoci una notizia dove non si parla di cronaca nera, migranti e politica. Davanti alla televisione, lunedì notte, io ho personalmente sofferto; la Cultura va preservata, cullata, salvata, amata. Se perdiamo la Nostra Cultura cosa ne sarà di noi? Poco importa che Notre Dame sia a Parigi, è patrimonio dell’intera umanità.

Quante volte lamentiamo di non avere i fondi per ristrutturare i nostri simboli, cittadini o nazionali? Ci sono sempre investimenti più importanti, situazioni più critiche a cui far fronte. La Bellezza, però, non deve avere limiti e gabbie: solo la Bellezza può salvarci dall’oscurità e l’Arte, la Cultura ne sono uno strumento. Sì, è vero: per ben 10 ore Facebook è stato invaso da inutili selfie davanti alla chiesa e di pensieri inerenti a quell’incendio tanto assurdo da poter essere immaginato. Scusate se ad alcuni veder bruciare la Cultura fa soffrire quanto una squadra di calcio perdere una sfida in Champions League.