Auto sempre più sicure, ma c’è solo un problema: il fattore umano

di Deborah Villarboito –

Mario Cianflone è il responsabile delle pagine Motori del Sole24 Ore e da tutta la vita si occupa di motori e tecnologia. L’analisi che ci propone è incoraggiante se si parla di progressione tecnologia in sicurezza automobilistica: «Bisogna distinguere tra sicurezza attiva e sicurezza passiva. La seconda è la resistenza della vettura in caso di urti primari e secondari. Lì abbiamo un sacco di sistemi di protezione che vanno dai pretensionatori agli airbag, oltre a scocche progettate con la deformazione progressiva e acciai altoresistenziali – spiega Cianflone – Le auto adesso sono anche molto grandi e hanno un grande spazio di deformazione, ovvero più possibilità di trasformare l’energia meccanica dell’urto in deformazione. Quindi le vetture attuali sono enormemente più sicure di quelle di generazioni precedenti. La sicurezza passiva è anche banalmente la protezione degli occupanti dagli urti interni. Ad esempio, quasi tutte le auto hanno un pulsante di accensione al posto della chiave. Da una parte è una leva di marketing, dall’altra non avere una chiave nel piantone dello sterzo sotto il volante vuol dire non distruggersi un ginocchio in caso di tamponamento».

Mario Cianflone

Le auto hanno fatto dei passi in avanti enormi anche dal punto di vista della sicurezza attiva: «Da quando è stato introdotto l’Abs nel 1978, su macchine a fascia alta, le allora Bmw serie 7 o Merchedes classe S dell’epoca, con il controllo di trazione, fino ad arrivare ad ora con gli Adas, i sistemi di guida assistita e frenata automatica di controllo attivo e passivo della carreggiata, la sicurezza delle vetture è stata incrementata notevolmente. Il problema è la stupidità dell’uomo: man mano che aumenta la sicurezza, c’è qualcuno che riesce a distrarsi ancora di più, tant’è che Volvo ha deciso di limitare prossimamente la velocità delle sue auto a 180 km orari. Ciò per evitare che la gente, credendosi invincibile a bordo di auto ipersicure, continui a distrarsi alla guida, con ad esempio con i cellulari. Il problema della sicurezza alla guida, non sono le auto in sé, ma gli smartphone».

Questi sistemi eccezionali permettono comunque una riduzione ancora maggiore degli incidenti: «Nell’era pre Abs, prima del controllo di stabilità e antibloccaggio dei freni, la quantità di incidenti mortali sotto la pioggia era enorme. Fino a qualche tempo fa in Italia morivano circa 6 mila persone, adesso ogni anno sono 3500. L’automobile resta un mezzo molto sicuro, purtroppo l’idiozia umana, nell’ambito urbano soprattutto quando inizia a creare incertezze, con biciclette o altri mezzi contromano, la distrazione dell’automobilista con il telefonino crea un miscuglio letale. I sistemi di sicurezza, però soprattutto con il cruise control adattativo che permette di mantenere le distanze abbinato alla frenata automatica sono molto efficaci in autostrada». Tra l’altro sicurezza e “divertimento” non sono in contraddizione: «Una macchina poco briosa o troppo utilitaristica nelle impostazioni può rivelarsi non del tutto sicura. È sicuramente meno sicura di un’auto divertente, potente e ben costruita».

Coloro che si apprestano a guidare o acquistare queste vetture sono consapevoli di tutto ciò? Spesso no: «Le tecnologie bisogna spiegarle e fare in modo che gli acquirenti e utilizzatori di vetture nuove siano consapevoli della dotazione che hanno a bordo. Spesso accade che con vetture di fascia alta Premium il guidatore non abbia ancora attaccato il cellulare al bluetooth e agli altri sistemi. Questo vuol dire che c’è una mancanza di cultura, una stupidità di fondo, per cui molto spesso queste persone salgono in autovetture e non sanno che hanno determinati sistemi, perchè quello che conta è il brand sul cofano – conclude Mario Cianflone – Queste però hanno delle dotazioni di sicurezza attiva passiva e gestione dell’infotaiment, perchè anche i danni da smartphone possono essere ridotti tranquillamente utilizzando un sistema di mirroring oppure banalmente il viva voce, invece vanno in giro parlando al telefono o facendo texting senza utilizzare i sistemi di bordo che quasi tutte le auto di nuova commercializzazione hanno».

Rispondi