Concorsi truccati: ‘Sanitopoli’ in Umbria, si dimette la presidente Marini

di Alessandro Pignatelli –

Sanitopoli ha terremotato il mondo sanitario e politico dell’Umbria. Sono stati infatti arrestati il segretario del Partito Democratico Gianpiero Bocci e l’assessore regionale alla Salute, Luca Barberini, in un’operazione compiuta dalla guardia di finanza su mandato della procura i Perugia. Quello che è crollato è un ‘sistema’ che mirava a far assumere chi era raccomandato, con palesi irregolarità nei concorsi. Bocci e Barberini sono stati sottoposti alla misura dei domiciliari, il primo ha già restituito la tessera del Pd. Nella giornata di martedì la presidente della Regione, Catiuscia Marini, ha rassegnato le dimissioni, essendo coinvolta anche lei nello scandalo.

Sempre nel quadro della stessa inchiesta, è stato sottoposto agli arresti domiciliari il direttore generale dell’Azienda ospedaliera, Emilio Duca, così come il direttore amministrativo, Maurizio Valorosi. La presidente della Regione, Catiuscia Marini, risulta tra gli indagati. Il partito è stato commissariato dal segretario nazionale Nicola Zingaretti, che ha scelto Walter Verini, presidente del Partito in Umbria come commissario.

Le indagini – si è scoperto tra l’altro che arrestati e indagati avevano delle ‘talpe’ che avrebbero detto loro dell’inchiesta, ma evidentemente troppo tardi – hanno evidenziato “un chiaro quadro di prolungata e abituale attività illecita. Gli indagati hanno condizionato e sostanzialmente falsificato le procedure di selezione del personale dell’Azienda ospedaliera”. Ben undici i concorsi sotto esame, 35 in totale gli indagati. Si ipotizzano abuso d’ufficio, rivelazione del segreto d’ufficio, favoreggiamento e falso. Non solo venivano favoriti i raccomandati, anche abbassando i voti – se necessario – a chi avrebbe potuto fare meglio, ma venivano recapitate le domande che ci sarebbero state e anticipate le prove pratiche. E sta emergendo anche il ‘mobbing’ nei confronti di chi non ci stava, con accuse false ai danni di medici che si erano rifiutati di far parte di questo sporco gioco (in particolare una pediatra).

La Guardia di Finanza ha perquisito abitazione e uffici degli indagati. Oltre allo stesso assessorato alla Sanità. La presidente Catiuscia Marini, poco dopo che l’inchiesta era entrata nel vivo con i provvedimenti, aveva cercato di tenere duro: “Quest’oggi mi è stata notificata dalla procura della Repubblica di Perugia una richiesta di acquisizione di atti nell’ambito di un’indagine preliminare relativa a procedure concorsuali in campo a un’Azienda sanitaria umbra. Ho offerto la mia massima collaborazione personale e istituzionale all’attività dei rappresentanti dell’autorità giudiziaria. Sono assolutamente tranquilla e fiduciosa nell’operato della magistratura, nella certezza della mia totale estraneità ai fatti e ai reati oggetto di indagine”.

Dalle intercettazioni – nell’ultimo disperato tentativo di evitare il terremoto giudiziario, gli indagati avevano fatto bonificare gli ambienti dalle ‘cimici’ che sarebbero state nascoste negli uffici durante un’operazione dei vigili del fuoco – emergerebbero però responsabilità dirette pure da parte della presidente, al punto da portarla alle dimissioni, dopo tre mozioni di sfiducia presentate dall’opposizione. Lega e Movimento 5 Stelle, in particolare, avevano chiesto elezioni anticipate (le Regionali, in Umbria, erano previste nel 2020). Per il gip, Marini sarebbe tra “gli istigatori delle spartizioni”. Per quanto riguarda l’Asl di Perugia, nei prossimi giorni ci saranno le nomine dei nuovi vertici. Sempre nei prossimi giorni sono fissati gli interrogatori (oggi Duca, venerdì Barberini, Valorosi e Bocci).

I gip nelle motivazioni dei provvedimenti scrivono: “Appare come chiaro come tutta la procedura viene pilotata e presidiata da Duca in modo da garantire il risultato finale di far vincere e poi assumere le persone volute da Barberini, Bocci e dalla Marini. È sufficiente che non lascino il foglio in bianco, così potrà dare a tutti almeno 18. In tal modo, dovrebbe evitare anche che venga fatta istanza di accesso agli atti da parte di qualche candidato escluso”. Il neo assessore alla Salute, Antonio Bartolini, ha fatto già la prima mossa in merito alle assunzioni pilotate: sospensione e revoca degli atti assunti dalla Giunta regionale relativi alla presa d’atto dei lavori delle Commissioni predisposte per la definizione della rosa dei nominativi per gli incarichi di direzione generale, nonché dell’elenco degli idonei per gli incarichi di direzione sanitaria e amministrativa presso le Aziende sanitarie regionali. Tutto da rifare, insomma. E non potrebbe essere altrimenti. Mentre sull’Umbria si allunga l’ombra di un’inchiesta che potrebbe ora allargarsi anche agli appalti pubblici. Mentre gli uomini della Guardia di finanza sono impegnati ad ascoltare tutti coloro che hanno partecipato ai concorsi sotto indagine.

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