Il Decreto Concretezza in pillole

di Alessandro Pignatelli –

È stato approvato alla Camera, con modifiche, e torna dunque in Senato (in terza lettura) per la discussione. Stiamo parlando del Decreto Concretezza, che tanto sta facendo parlare per via delle impronte digitali che verranno richieste ai dipendenti pubblici per contrastare la pratica del cartellino timbrato al posto del collega. Il provvedimento è stato messo a punto dal ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno.

Ciò che la Camera non ha modificato è stato il controllo rigido su chi entra sul posto di lavoro. Sono stati esclusi gli insegnanti, ma non i presidi. La verifica sarà effettuata attraverso le impronte digitali. Ma ci saranno anche nuovi sistemi di videosorveglianza. Sostituiranno i macchinari che fino a oggi servivano per far timbrare il cartellino. Il ddl prevede l’introduzione del Piano triennale delle azioni concrete per l’efficienza della Pubblica Amministrazione. Viene istituito il Nucleo della Concretezza, che dovrà verificare che il Piano venga effettivamente applicato.

Nel provvedimento ci sarà lo spazio perché le Amministrazioni segnalino il proprio fabbisogno, allo scopo di assicurare il giusto ricambio generazionale e con un’attenzione particolare ad alcuni lavori (materie come la digitalizzazione, la razionalizzazione e semplificazione dei processi e dei procedimenti amministrativi, la qualità dei servizi pubblici, la gestione dei fondi strutturali e la capacità di investimento, la contrattualistica pubblica, il controllo di gestione e l’attività ispettiva).

C’è spazio anche per le assunzioni. Nel triennio, amministrazioni dello Stato, agenzie ed enti pubblici non economici potranno assumere a tempo indeterminato personale nel limite corrispondente a una spesa pari al 100 per cento di quella relativa al personale di ruolo cessato nell’anno precedente.

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