InGalera: l’unico ristorante italiano dentro un carcere

InGalera: l’unico ristorante italiano dentro un carcere

18 Aprile 2019 0 Di il Cosmo

di Sabrina Falanga –

Uno dei valori aggiunti del fare impresa, è quello di poter impattare positivamente su un territorio. E questo lo si può fare in diversi modi, in base alla propria missione e visione di vita, a quella che è stata la propria esperienza personale e professionale; il modo in cui possiamo lasciare un segno passa attraverso i valori in cui crediamo, con i quali scegliamo di lasciare un solco tra noi e il resto del mondo.

Questo è quello che crea le fondamenta di “InGalera”, il primo e unico ristorante in Italia realizzato tra le mura di un carcere (a Bollate, in provincia di Milano), che offre sì la possibilità di un locale aperto al pubblico ma anche l’opportunità, ai detenuti, di sentire ancora valorosa la loro persona attraverso il lavoro. Responsabilità, impegno, professionalità: un percorso di formazione professionale che permette ai carcerati di impiegare la loro vita in qualcosa di utile, per sé e per l’altro.

InGalera è aperto sia a pranzo sia a cena, nel locale si possono gustare piatti esclusivi, ricette originali: le pietanze sono preparate dai detenuti di Bollate, accompagnati da chef e maitre professionisti; inoltre, grazie alla sezione carceraria dell’Istituto Alberghiero Paolo Frisi di Milano, la presenza del ristorante permette agli studenti detenuti di svolgere lo stage obbligatorio per l’ottenimento del diploma alberghiero.

“Da molti anni lavoriamo insieme a persone che per cause differenti si trovano in esecuzione di pena detentiva; ognuno di loro uscirà e la nostra, la loro ambizione, è tornare nella società con la ‘patente’ e la dignità del cittadino che rispetta le regole.
Nel tempo abbiamo imparato che la recidiva diminuisce straordinariamente quando il Carcere favorisce occasioni di formazioni professionali ed occupazioni di lavoro vero, quello che trasmette la ‘cultura del lavoro’, fatta di professionalità, di fatica ed orgoglio nel quotidiano perché, pur detenuti, si contribuisce a mantenere la famiglia. Noi ci proviamo…
Ed ora questo luogo che simbolicamente, con la vostra presenza, unisce davvero la città con il mondo carcere; tutti noi, esterni ed interni ci impegneremo ogni pranzo e cena per accogliervi e ristorarvi e permettervi di ricordare con piacere il tempo trascorso con noi”.