Insegnanti schedati? La docente: “Siamo già tappetini”

Insegnanti schedati? La docente: “Siamo già tappetini”

18 Aprile 2019 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

“Vogliono schedarci? Siamo già trattati malissimo contrattualmente, siamo dei tappetini. Cosa vogliono farci ancora?”. Commenta così Delfina Aloe, docente delle Superiori in Puglia, la frase del ministro della Scuola Marco Bussetti sulla necessità di schedare gli insegnanti. Ciò non toglie che secondo l’insegnante, la cosa potrebbe accadere: “Non mi stupirei se lo facessero. Oggi i dirigenti scolastici hanno un potere enorme, tanto che son chiamati dirigenti sceriffi, noi viviamo nel terrore di un procedimento disciplinare perché, dovesse capitare, ci dovremmo difendere direttamente davanti a loro, con gli esiti che possiamo immaginare. A quel punto potremmo solo impugnare il provvedimento davanti al giudice ordinario, con le spese però a nostro carico”.

Elenca ciò che fa sì che quella degli insegnanti sia una classe lavorativa depotenziata al giorno d’oggi: “Non abbiamo la malattia professionale, se vogliamo un giorno di ferie dobbiamo giustificarlo. Siamo l’ultima ruota del carro anche dentro l’aula, dove ormai i ragazzi non ci rispettano più. Una volta si dava rigorosamente del ‘lei’, oggi il ‘tu’ è all’ordine del giorno”. “Tappetini: questo siamo”: ripete Delfina Aloe. A proposito della schedatura, però, si fa una domanda legittima: “I dirigenti scolastici, le scuole, hanno già i nostri fascicoli dove c’è scritto tutto di noi: figli, titoli di studio, esperienze, se hai subito sanzioni, quali corsi di aggiornamento hai fatto, ferie e malattie, se hai la 104. Dunque, di fatto siamo già schedati: cosa potrebbero fare di più?”.

E se i Cinque Stelle decidessero di mettere sul web nomi e cognomi degli insegnanti con tanto di valutazioni? “Non penso possa capitare, c’è la legge sulla privacy. Esiste già, però, all’interno della scuola una cosa simile: a fine anno viene premiato il docente che si è impegnato di più e i giudizi vengono dati dagli alunni e dalle loro famiglie su questionari forniti dalla scuola. Per il resto, davvero, non so di cosa parli il ministro, forse è davvero una boutade”.

È invece già a metà percorso il Decreto Concretezza che impone le impronte digitali per i dirigenti scolastici: “E’ una cavolata. I presidi hanno un orario flessibile, lavorano parecchio, alcuni hanno più scuole. Come fai? Forse a loro potrebbe anche convenire visto che fanno anche più ore del dovuto. Come dicevo prima, è vero che hanno tanto potere, ma anche tante responsabilità”. Il decreto mira a colpire i furbetti del cartellino: “I furbi esistono in tutte le categorie, certo non solo tra i dirigenti e i dipendenti pubblici. Noi insegnanti siamo esclusi?”. Segue una grassa risata: “Beh, noi non abbiamo il cartellino, anche perché se manchiamo si viene a sapere dopo cinque minuti perché nella classe scoppia l’inferno. Quindi, non si tratta di una concessione nei nostri riguardi, ma dell’inutilità di una idea simile”.