Una settimana segnata dagli agguati: ucciso anche un carabiniere

Una settimana segnata dagli agguati: ucciso anche un carabiniere

18 Aprile 2019 0 Di il Cosmo

di Fabiana Bianchi –

• La settimana di cronaca di Cosmo si apre giovedì 11 con la notizia dell’arresto di Julian Assange. Il fondatore di WikiLeaks è stato arrestato all’ambasciata dell’Ecuador, a Londra, dove si trovava da quasi sette anni. Dalla capitale sudamericana, infatti, è arrivata la revoca della concessione dell’asilo al giornalista australiano. Per lui è già arrivata la richiesta di estradizione negli Stati Uniti.

• Venerdì 12 ha destato sconcerto un agguato avvenuto in pieno centro a Milano. Intorno alle 8 del mattino, in via Cadore, due persone a bordo di uno scooter hanno affiancato un’auto ed esploso sei colpi di pistola. Il conducente, un uomo di 46 anni, è stato colpito al volto. Fortunatamente, non sarebbe in pericolo di vita. Secondo le prime ipotesi, l’agguato, avvenuto in una zona affollata di persone che andavano a scuola o al lavoro, potrebbe essere legato a un regolamento di conti nel mondo dello spaccio di stupefacenti.

• Sabato 13 un maresciallo dei carabinieri, il vicecomandante di stazione Vincenzo Di Gennaro, in servizio a Cagnano Varano, in provincia di Foggia, è stato ucciso a colpi di pistola da un pregiudicato. Il militare, di 47 anni, era a bordo dell’auto di servizio insieme a un collega di 23 anni, che è rimasto ferito. Il pregiudicato, nei giorni scorsi, era stato sottoposto a una perquisizione per droga e avrebbe minacciato i militari impegnati nell’operazione di «fargliela pagare».  

• Domenica un altro agguato ha scosso la popolazione di Trinitapoli, in provincia di Barletta. Un 63enne condannato all’ergastolo, che era fuori dal carcere per motivi di salute, è stato ucciso a colpi di pistola mentre era in auto. All’inizio dell’anno il paese era già stato segnato da un altro omicidio analogo.

• Lunedì sera un incendio ha funestato la cattedrale di Notre Dame, a Parigi. Le fiamme, secondo le prime informazioni, sarebbero divampate a partire da un ponteggio usato per lavori di restauro. La guglia e due terzi circa del tetto sono stati distrutti dal fuoco. Le operazioni di spegnimento, rese particolarmente complesse dalla delicatezza della struttura, sono proseguite fino alla mattinata di martedì.

• Martedì gli occhi sono stati ancora puntati su Parigi. I primi rilievi escluderebbero l’origine dolosa del rogo della cattedrale. La procura cittadina ha aperto un’indagine con l’ipotesi di reato di danneggiamento colposo. Per tentare di ricostruire la dinamica, gli inquirenti hanno ascoltato anche gli operai che stavano partecipando ai lavori di restauro, intrapresi da cinque imprese.