Allattare il figlio in pubblico? C’è ancora chi si scandalizza

Allattare il figlio in pubblico? C’è ancora chi si scandalizza

20 Aprile 2019 0 Di il Cosmo

Nel 2019, per dire come in Italia siamo ancora molto indietro sulla ‘questione femminile’, una donna è stata insultata perché allattava il figlio seduta a un bar di Castelfranco Veneto, in provincia di Treviso. A fare ancora più scalpore è che gli insulti siano partiti da un’altra donna. Insomma, solidarietà femminile è soltanto un modo di dire.

L’increscioso episodio è stato riportato su Facebook da un gruppo cittadino. Secondo il racconto dei testimoni, per la poppata, la mamma si era semplicemente scoperta un seno. Non stava ostentando e non aveva atteggiamenti che in qualche modo potessero recare offesa al decoro. A difenderla dall’aggressione, e in questo caso sì, possiamo parlare di solidarietà in rosa, è intervenuta un’altra donna presente alla scena.

Una volta che Facebook ha trasformato questo fatto in qualcosa di virale, una giovane – tra le tante polemiche dei commentatori – ha detto quella che possiamo considerare la verità: “In un mondo in cui ci sono donne in reggiseno che ballano in prima serata, pubblicità di donne in atteggiamenti sexy e quant’altro, cartelli pubblicitari appesi sulle strade, come si può considerare una mamma che allatta in pubblico un gesto di cattivo gusto?”. Una domanda da girare ai finti e alle finte puritane. Com’è possibile?

Bisogna dire che sotto al post di Facebook sono state molte le donne che hanno solidarizzato con la mamma, sottolineando come l’allattamento al seno sia salutare per un neonato e come l’azione non possa essere condizionata da luoghi e orari. C’è un vecchio adagio che recita: “Il male sta negli occhi di chi guarda”. Resta però un fastidio di fondo: ancora oggi bisogna giustificare un gesto assolutamente necessario e per nulla provocatorio di una donna che dà da mangiare al proprio figlio con la classica poppata? Chi ci vede un fine esibizionistico deve probabilmente fare i conti prima di tutto con se stessa, con i suoi complessi (mai superati). Forse anche con la mancanza delle stesse cure della propria mamma quando era piccola. Ma non cadiamo anche noi nell’errore di giudicare.

di Alessandro Pignatelli