Il ricordo non muore…

Il ricordo non muore…

25 Aprile 2019 0 Di il Cosmo

di Michela Trada –

Un popolo che dimentica la propria Storia è un popolo destinato all’estinzione; per questo motivo l’Italia non può e non deve astenersi dall’onorare e celebrare la propria memoria storica. Che piaccia o non piaccia, la festa del 25 aprile, fa parte di questo bagaglio culturale. Tanti disastri dell’epoca moderna sono figli proprio delle amnesie di cui ciclicamente soffre l’Uomo; non c’è niente di nuovo, infatti, sulla Terra: tutto si ripete ad intervalli costanti: guerre, carestie, calamità.

Imparare dal passato? Non sia mai, noi siamo i discepoli della rivoluzione digitale. Oggi è giovedì e il caso vuole sia anche il 25 aprile. Per questo motivo abbiamo deciso di dedicare gran parte del nostro giornale a questa ricorrenza. Per chi se lo fosse dimenticato, infatti, oggi si festeggia la liberazione della nostra nazione dall’occupazione nazi-fascista. Non sono passati secoli dal 1945, ma a quanto pare per alcuni di noi i ricordi di allora sono già belli sbiaditi (chissà cosa accadrà quando i nostri testimoni viventi dell’epoca non ci saranno più). 25 aprile ma, anche, primo maggio.

Ha senso, nel 2019, stare ancora a casa il primo maggio in quanto festa dei lavoratori? Di getto verrebbe da dire “ma quale lavoro, per fortuna c’è il reddito di cittadinanza”; eppure, qualcuno, nella propria occupazione ci crede ancora e se è vero che il lavoro nobilita l’uomo e altresì certo che la Repubblica italiana, stando alla sua costituzione, si basa proprio su di esso. A differenza di quanto detto per la festa di oggi, in questo frangente occorrerebbe evolversi; il posto fisso, l’impiego a cui siamo sempre stati abituati nella nostra epoca, non esiste praticamente più.

E quando la blockchain e i bot entreranno totalmente nella nostra quotidianità la situazione “peggiorerà” ulteriormente; non possiamo continuare a pensare di generare un esercito di laureati disoccupati, qualcosa all’interno del nostro sistema scolastico deve mutare, la cultura del lavoro in Italia deve cambiare.

Buona feste a noi, quindi, che come insegna la nostra Storia, non ci arrendiamo mai.