Alessandra Moretti: “25 aprile è una Festa, vergognoso chi la disconosce”

Alessandra Moretti: “25 aprile è una Festa, vergognoso chi la disconosce”

25 Aprile 2019 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

Chi divide, uccide il Paese. E soprattutto la sua memoria storica. Mentre il 25 aprile, Festa della Liberazione dal nazi-fascismo, “è una delle date che il Paese ha il dovere di ricordare. Così come la Festa della Repubblica e altre ricorrenze”. La voce è quella di Alessandra Moretti, consigliera regionale veneta del Partito Democratico e in corsa per le prossime elezioni europee (era già stata eletta a quelle scorse, ma poi si era dimessa per correre per la poltrona di presidente della Regione Veneto).

Racconta, Alessandra: “Mio nonno era partigiano, dunque io ho sempre festeggiato con i figli e con lui. Sono sempre andata in piazza per quei giovani che hanno messo in gioco la loro vita per la patria”. Si sente il coinvolgimento diretto, derivante sicuramente anche dai racconti di chi la Resistenza l’aveva vissuta in prima linea. Così, le parole del ministro degli Interni Matteo Salvini fanno ancora più male: “E’ vergognoso e inqualificabile chi disconosce questa giornata. Crea ulteriori fratture nella società, già nel mezzo di tensioni sociali e forti diseguaglianze”.

Continua: “Il ministro degli Interni per primo dovrebbe onorare la memoria degli italiani che difesero il Paese dall’invasione. Invece, preferisce lanciare proclami come un piccolo dittatore, scimmiottando chi è stato sconfitto dalla democrazia. Lui cavalca gli istinti peggiori delle persone, si contraddice da solo, mentre un politico lungimirante dovrebbe anticipare il futuro e dare il buon esempio. Salvini guida l’ordine pubblico interno e le forze dell’ordine, le sue parole sono uno schiaffo a chi ha combattuto contro il regime”.

Alessandra Moretti ammette che non è facile, oggi, celebrare il 25 aprile per quello che continua a rappresentare: “Oggi ci sono pochi partigiani e poche staffette partigiane – io non dimentico mai il ruolo fondamentale delle donne nella Resistenza – quel che si può fare è raccontare ai figli cos’è stata la Resistenza e cos’era il fascismo, spiegare che ci sono stati uomini che hanno lasciato lavoro e famiglia per andare sui monti. Ai giovani bisogna trasmettere il valore e l’impegno per gli ultimi e a combattere le diseguaglianze sociali, in un’Italia con forti problemi economici, che vengono puntualmente sviati da quei politici che non sanno affrontare problemi come la povertà che aumenta, le differenze tra ricchi e poveri, che non hanno risposte a tutto questo”.

Recentemente anche il candidato sindaco del centrodestra a Firenze ha fatto sapere che lui non celebrerà il 25 aprile, la Festa della Liberazione: “Ancora di più, dopo questa affermazione, mi auguro che i fiorentini sappiano scegliere e confermino l’ottimo Nardella quale primo cittadino”.