Che cosa è il 1 Maggio? Ci ricorda la lotta per il diritto al lavoro, senza sfruttamento

Che cosa è il 1 Maggio? Ci ricorda la lotta per il diritto al lavoro, senza sfruttamento

25 Aprile 2019 0 Di il Cosmo

di Deborah Villarboito –

«L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro», recita l’articolo 1 della nostra Costituzione. Fa riflettere in un momento in cui l’avere un lavoro stipendiato e con tutti i diritti in regola sia ritenuta una lussuosa fortuna. La Festa del Lavoro che lo celebra ha una lunga tradizione: il primo «Primo Maggio» nasce infatti a Parigi il 20 luglio del 1889. L’idea viene lanciata durante il congresso della Seconda Internazionale, riunito nella capitale francese. L’intento dell’organizzazione, nata dalle ceneri della prima Internazionale era quello di coordinare l’attività di tutti i partiti nazionali collegati con il movimento operaio. Venne indetta una grande manifestazione per chiedere alle autorità pubbliche di ridurre la giornata lavorativa a otto ore.

Celebre lo slogan: 8 ore di lavoro, 8 di svago, 8 per dormire coniato in Australia nel 1855 e condiviso da gran parte del movimento sindacale del primo Novecento, che aprì la strada a rivendicazioni generali e alla ricerca di un giorno, appunto il Primo maggio, in cui tutti i lavoratori potessero incontrarsi per esercitare una forma di lotta e affermare la propria autonomia. A far ricadere la scelta su questa data furono i gravi incidenti accaduti nei primi giorni di maggio del 1886 a Chicago e conosciuti come rivolta di Haymarket. A metà Ottocento, infatti, i lavoratori non avevano diritti: lavoravano anche 16 ore al giorno, in pessime condizioni, e spesso morivano sul luogo di lavoro. Il Primo maggio 1886 fu indetto uno sciopero generale in tutti gli Stati Uniti per ridurre la giornata lavorativa a 8 ore. La protesta durò tre giorni e culminò appunto, il 4 maggio, col massacro represso nel sangue: una vera e propria battaglia in cui morirono 11 persone.

L’iniziativa divenne il simbolo delle rivendicazioni degli operai che in quegli anni lottavano per avere diritti e condizioni di lavoro migliori. Così, nonostante la risposta repressiva di molti governi, il Primo maggio del 1890 registrò un’altissima adesione. Oggi quella data è festa nazionale in molti Paesi. Tranne che, negli Stati Uniti, dove il “Labor Day” si festeggia il primo lunedì di settembre. La festività ebbe origine in Canada in ricordo delle rivendicazioni del cosiddetto “Movimento delle nove ore”. In Italia la festività fu ratificata due anni dopo, nel 1891. Durante il ventennio fascista, a partire dal 1924, la celebrazione fu anticipata al 21 aprile, in coincidenza con il cosiddetto “Natale di Roma”. Nel 1947, quando si riprese a festeggiarlo il Primo maggio, la celebrazione venne repressa nel sangue a Portella della Ginestra. Dopo la fine del conflitto mondiale, nel 1945, fu ripristinata mantenendo lo status di giorno festivo. Dal 1990 i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, in collaborazione con il comune di Roma, organizzano un grande concerto per celebrare il primo maggio, rivolto soprattutto ai giovani. Un concerto che però fa parlare di sé più per la line up e il programma, piuttosto del perchè è stato organizzato.

Giovani inermi e passivi che non si muovono effettivamente per difendere il diritto al lavoro, che si atteggiano a rivoluzionari, ma con il Rolex. Il Primo Maggio è festa. Si sta a casa. Ma perchè? Si vai concerti, magari con la scusa di folleggiare, di passare un’altra Pasquetta. Hanno dimenticato le lotte dei nonni, ormai troppo stanchi per raccontare. I genitori non tramandano più. Il sistema negli ultimi anni ha cresciuto generazioni disilluse quando si parla di lavoro. La stabilità, la dignità lavorativa, rimane una bestia rara, per pochi. Un merito, per fortuna, bravura o conoscenze, non per tutti. Si accetta tutto. Passivamente. Quasi ci si dimentica che il lavoro è un diritto e che il Primo Maggio dovrebbe venerarlo. 8 ore di lavoro, 8 di svago, 8 per dormire: qualcosa nell’equazione è cambiata negli anni e gliel’abbiamo permesso tutti.