La fabbrica delle mogli di Ira Levin

La fabbrica delle mogli di Ira Levin

25 Aprile 2019 0 Di il Cosmo

di Fabiana Bianchi –

Un romanzo da meno di 150 pagine, quasi un racconto lungo, ma sufficiente per offrire numerosi spunti di riflessione. Non è semplice inquadrare “La fabbrica delle mogli” in un genere. Spesso viene definito un thriller, ma è sicuramente unico nel suo genere. Inoltre, vanta molti elementi tipici della distopia e della satira sociale, nonché un tocco fantascientifico.

Pubblicato nel 1972, momento storico di enormi progressi per la lotta femminista negli Stati Uniti, il romanzo contrappone una figura della donna tipica dei decenni precedenti a quella contemporanea.

Protagonista del romanzo è Joanna Eberhart, che insieme al marito Walter e ai loro due figli lascia New York per crescere i bambini nella più tranquilla Stepford, nel Connecticut. Joanna è una donna attiva e creativa: fotografa freelance, si interessa alla causa femminista. Le piace inoltre stare in compagnia e, appena arrivata nel nuovo paese, cerca di stringere delle amicizie.

Le altre donne, però, si mostrano piuttosto singolari. Esteriormente sempre al loro meglio, in gran forma e truccate, si dedicano alla cura della casa in modo ossessivo, senza mai ritagliarsi il tempo per qualcosa di loro, anche solo un caffè con un’amica. Gli uomini, invece, passano buona parte del loro tempo libero fuori casa e in particolare al “Circolo maschile” che sorge sulla collina.

Fortunatamente Joanna riesce comunque a trovare delle amiche, donne come lei, che alle pulizie casalinghe si dedicano giusto lo stretto indispensabile per riservare più tempo al lavoro e alle altre attività. Eppure, ben presto anche loro subiranno la trasformazione in vere “stepfordiane”.

Inquieta, Joanna inizia a compiere delle ricerche per capire quale “virus” colpisca le donne del posto. L’esperienza finisce inevitabilmente per stravolgerla: oltre a scoprire una verità sconvolgente, deve venire a patti con la consapevolezza che anche le persone più vicine spesso non sono come immaginavamo e che non sempre è sufficiente essere se stessi per essere amati.

Dal libro sono stati tratti anche due film: “La fabbrica delle mogli”, risalente al 1975, e il più recente “La donna perfetta”, del 2004.