L’ISIS ha rivendicato gli attacchi terroristici Sri Lanka

L’ISIS ha rivendicato gli attacchi terroristici Sri Lanka

25 Aprile 2019 0 Di il Cosmo

di Martina Cera –

Amaq, organo di propaganda e agenzia di stampa del sedicente Stato Islamico, nella giornata di ieri ha diffuso una rivendicazione del gruppo terroristico degli attentati che nella domenica di Pasqua hanno provocato, in Sri Lanka, la morte di almeno 321 persone e il ferimento di altre 500.

Il governo di Colombo non ha ancora emesso dichiarazioni in proposito, anche se alcuni giornali locali già nei giorni scorsi avevano pubblicato alcune notizie in merito ad una probabile collusione tra il gruppo che ha materialmente messo in atto l’attentato e un’organizzazione più grande.

Il National Thowheeth Jama’ath è un piccolo gruppo di recente formazione, già noto alle forze di sicurezza per aver danneggiato alcune statue buddhiste e per le violente proteste del 2016 in cui venne arrestato uno dei loro leader. Un’operazione come quella messa in atto contro chiese cristiane, hotel di lusso e resort richiede un’attenta pianificazione e capacità logistiche non da poco: la sola esplosione nel santuario di San Sebastiano, a Negombo, ha sventrato l’intero edificio e causato la morte di 104 persone. Sembra difficile che un piccolo gruppo come il National Thowheeth Jama’ath sia stato in grado di coordinare un attacco su più fronti, in cui si sono rese necessarie grandi quantità di esplosivo.

Il gruppo era già stato segnalato dai servizi segreti indiani e americani, che avevano raccolto informazioni di intelligence sulla possibilità che alcuni dei suoi membri colpissero luoghi di culto cristiani e l’ambasciata indiana in Sri Lanka. A questo si aggiunge l’arresto, a gennaio, di alcuni membri del gruppo per il furto di 100 kg di esplosivo.

Inizialmente si è ipotizzata il coinvolgimento delle Tigri di Tamil – un gruppo separatista al centro delle grandi violenze poi sfociate in una guerra civile dal 1983 al 2009. Nonostante le modalità impiegate dagli attentatori siano le stesse utilizzate in passato dalle Tigri appare evidente come il gruppo non abbia mai avuto, tra i suoi bersagli, luoghi di culto cristiani.

A quanto è emerso dopo l’attentato sembra che le adeguate precauzioni non siano state prese a causa della mancanza di comunicazione tra le forze di polizia e le autorità. Il Primo Ministro srilankese, Ranil Wickremesinghe, ha dichiarato subito dopo l’attacco terroristico che né lui né gli alti funzionari dei Ministeri competenti erano stati in nessun modo allertati dell’eventualità di un attentato. Secondo alcune fonti del New York Times il motivo sarebbe da ricercarsi nella faida in corso tra il Presidente Lanka Maithripala Sirisena, che è anche a capo dei servizi segreti, e il Primo Ministro.