“Ne ho bisogno” vs “Lo voglio”

“Ne ho bisogno” vs “Lo voglio”

25 Aprile 2019 0 Di il Cosmo

di Fabiana Bianchi –

Viviamo immersi in un mondo che ci bombarda di stimoli pubblicitari, diretti e non. È sufficiente aprire un social network per scoprire oggetti di cui fino a un momento prima ignoravamo l’esistenza ma di cui, una volta noti, ci sembra di non potere fare a meno. In un universo così, diventa davvero facile confondere il desiderio e la necessità. Del resto, spesso lo stesso marketing viene definito come l’arte di indurre bisogni. I pubblicitari fanno il loro mestiere, come è giusto che sia: sta all’utenza dovere fare le opportune distinzioni senza lasciarsi travolgere dall’onda di messaggi.

Qualche tempo fa abbiamo visto che uno dei metodi chiave per risparmiare è quello di aspettare. Quando si manifesta un desiderio, la voglia di fiondarsi in negozio o cliccare su “Ordina ora” è spasmodica, probabilmente perché siamo carichi di informazioni e aspettativa maturata proprio online o davanti alla televisione. Spesso è sufficiente attendere perché le informazioni sedimentino e ci rendano in grado di compiere una scelta più oculata, basata su motivazioni razionali e non sull’onda dell’emotività.

Abbiamo già appurato inoltre che scrivere, soprattutto a mano, è uno dei metodi più efficaci perché i concetti si fissino. Ecco dunque che uno degli strumenti più importanti per compiere acquisti oculati è costituito semplicemente da carta e penna. Il foglio o la pagina vanno divisi in due: una parte dedicata al “ne ho bisogno” e una al “lo voglio”. Quando, di nostra sponte o “imboccati” dalla pubblicità, ci viene voglia di acquistare qualcosa, prendiamoci un momento per inserirlo nella giusta categoria. È una necessità o un desiderio? Si tratta di un metodo davvero semplicissimo, che però è efficace nella gestione del denaro e anche per fermarsi a riflettere, senza farsi schiavi del consumismo.

Alcuni accorgimenti: non deve diventare una lista della spesa. Se sono finite le carote in casa, possiamo valutare se inserirle nella prossima lista della spesa, ma non in questi elenchi. Devono invece riguardare acquisti “straordinari”. Attenzione, però: straordinari non significa necessariamente costosi. Anche per quanto riguarda i piccoli acquisti, infatti, è bene fermarsi un attimo a riflettere. Del resto, con piattaforme come quelle di articoli super-economici, è facile farsi prendere la mano e riempirsi di oggetti inutili solo perché costano poco. Inoltre: queste liste sono create apposta per farci riflettere, dunque nulla ci impedisce di trasferire delle voci da una colonna all’altra, se ne ravvediamo la necessità. La migrazione più “naturale” è quella da necessità a desiderio. Nell’altro verso può accadere qualche volta, ma se la cosa diventa costante occorre fermarsi a riflettere sulle nostre priorità.

Ultimo consiglio: come già suggerito in precedenza, occorre evitare di stimolare ulteriormente il desiderio di acquistare. Se inseriamo nella lista dei desideri per esempio un dispositivo tecnologico, dobbiamo assolutamente evitare per un periodo di andare a vedere recensioni su YouTube o cercare offerte nei negozi. Questo non farebbe altro che accrescere il desiderio di averlo, rendendo completamente vano il percorso di riflessione portato avanti sulla carta.