Se l’uomo festeggia la Liberazione, ma non è libero

Se l’uomo festeggia la Liberazione, ma non è libero

25 Aprile 2019 0 Di il Cosmo

di Elisabetta Testa –

Il 25 aprile, la festa della Liberazione, è un giorno fondamentale, in cui si ricorda la vittoriosa lotta contro il regime fascista e l’occupazione nazista. La liberazione, sì, perché ci siamo liberati da fascisti e nazisti. Ci siamo liberati anche da tutti i condizionamenti?  

Ogni filosofo a suo modo ha cercato di affrontare il tema del libero arbitrio: l’essere umano è o non è libero? Il suo pensare e il suo agire sono necessitati, coatti o sono effettivamente privi di condizionamenti esterni?

Tra le tante teorie, colpisce molto a questo proposito la tesi di Friedrich Nietzsche (1844-1900), il quale, con la sua celebre teoria dell’eterno ritorno dell’identico ha posto le basi per il rifiuto totale del libero arbitrio.

Come reagirebbe l’uomo se venisse a sapere di essere condannato a rivivere gioie, ma anche dolori, in eterno? Nietzsche immagina che sia un demone a sussurrare con la sua voce abissale all’orecchio dell’uomo l’esistenza dell’eterno ritorno.

Effettivamente, quello dell’uomo è sempre stato un eterno ritorno, visibile soprattutto nella società di oggi. Siamo macchine, programmate per lavorare, studiare e avere una famiglia: le nostre giornate sono un eterno ritorno di quelle precedenti e di quelle che seguiranno.

Siamo macchine programmate per morire: viviamo anche per morire e nessuno può opporsi alla propria programmazione, a quello che molti chiamano destino.

Possiamo liberarci da questo percorso già scritto per noi da qualcuno? Possiamo definirci davvero liberi da ogni condizionamento? Pensiamo e agiamo da esseri liberi?

Questa vita, come tu ora la vivi e l’hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte e non ci sarà in essa mai niente di nuovo, ma ogni dolore e ogni piacere e ogni pensiero e sospiro, e ogni indicibilmente piccola e grande cosa della tua vita dovrà fare ritorno a te e tutte nella stessa sequenza e successione.

Forse è davvero così: forse ci fa comodo pensare e illuderci di essere liberi, quando in fondo sappiamo benissimo di non esserlo. Schiavi della vita, schiavi del lavoro, dello studio, schiavi degli altri, di quei ritmi da tenere che sembrano ogni giorno sempre più insostenibili, ma continuiamo a persistere nelle nostre attività. Attività che ci stanno sempre più strette: siamo schiavi di un sistema già deciso, dal quale vorremmo dissociarci ma continuiamo a esserne soffocati. Perché nessuno può vivere senza famiglia, senza lavoro, senza x. Non siamo liberi da pregiudizi, preconcetti, non siamo liberi nelle scelte che ogni istante la vita ci mette davanti.

Ma chi sarebbe tanto forte da poter accettare il peso di questo eterno ritorno di gioie e sofferenze? Chi sarebbe in grado di accettare il peso dell’inesistenza di libertà? Un Superuomo, ma noi siamo solo granelli di polvere…

L’eterna clessidra dell’esistenza viene sempre di nuovo capovolta e tu con essa, granello di polvere!