In India per ritrovare me stessa

In India per ritrovare me stessa

25 Aprile 2019 0 Di il Cosmo

di Sabrina Falanga –

Tutto ha un perché, sostiene Ilaria. Ed è proprio per questo che era partita: per cercare quei perché che non trovava. Eppure se le si chiede il motivo per cui ha scelto proprio l’India come meta delle sue ricerche spirituali, dice che un perché, in questo caso, non c’è. Non era nemmeno nei suoi progetti, nei Paesi in cui desiderava andare. L’India, in qualche modo, l’ha chiamata.

Era la sera di Capodanno, quella che salutava il 2017 e dava il benvenuto al 2018: mentre tutti stappavano le bottiglie, Ilaria Zappariello acquistava un biglietto per l’India; l’ipotesi di un viaggio che aveva concepito una quindicina di giorni prima, ora diventava realtà. Senza una ragione precisa, come funziona per tutte le passioni più grandi: amare senza sapere bene perché.

A differenza di tutti i viaggi fatti in precedenza, Ilaria non aveva nessuno a cui dire: bene, partiamo? Non c’era nessuno perché, per la prima volta, aveva deciso di partire da sola. Un’avventura non semplice, specialmente in posti di cui non si conosce nulla – non sapeva nemmeno parlar bene l’inglese, spiega Ilaria – e completamente diversi dagli ambienti a cui siamo regolarmente abituati. Eppure era proprio di questo che necessitava: di capire qualcosa in più della sua vita, della sua esistenza, e come farlo se non uscendone, guardandola dall’esterno. Perché, si sa, finché si rimane dentro alle cose, non si può avere una prospettiva diversa da cui studiarle.

Come ripete spesso, l’India non era tra i suoi programmi benché Ilaria abbia viaggiato molto nella sua vita, per tutto il mondo; nei suoi racconti traspare qualcosa che va ben oltre la mera spiegazione razionale e oggettiva di certe scelte, soprattutto perché, a un certo punto della sua narrazione, fa un nome – mica a caso -, che è quello di Madre Teresa di Calcutta. Una persona ispiratrice per Ilaria, la cui vita muove molti dei valori in cui crede. Una vita, quella della Santa, dedicata ai più poveri, agli emarginati: anche Ilaria, nei suo viaggi, ha donato molto del suo tempo ai bimbi degli orfanotrofi africani ed è proprio al mondo dell’infanzia che vorrebbe regalarsi, se potesse vivere di questo.

Quindi Ilaria parte: il 23 febbraio del 2018 sale su un treno diretto a Nuova Delhi, per poi andare verso Calcutta. Una delle prime “disavventure” che le capitano è il furto del suo iPhone e della carta di credito. Disavventure è tra virgolette, sì. Perché il modo in cui Ilaria interpreta quanto avviene è molto lontano dal significato del termine negativo: dopo lo sgomento iniziale, dice di aver capito che, quello, era un messaggio. Un messaggio dell’Universo, che voleva avvisarla di far più attenzione a sé, ché stava agendo con troppa leggerezza. Anzi, ringrazia anche Ilaria: non mi hanno fatto del male, aggiunge, poteva andarmi peggio.

Tante le riflessioni che nascono in lei: su tutte, quella relativa al circolo naturale della vita e della morte. Un argomento che, generalmente, non affrontiamo mai nemmeno con noi stessi, troppo influenzati dai più comuni e culturali meccanismi della superstizione.

Ilaria racconta che in India è normale “incontrare” cadaveri. Così come è normale che le persone non siano scandalizzate nella presenza di un morto tra le strade. Uno dei momenti più importanti per lei è stato quando è andata a Varanasi (la Città Santa, dove i pellegrini si immergono tra le acque del Gange), città in cui i riti funerari sono un vero e proprio culto. È addirittura semplice individuare il ceto a cui appartengono i morti, poiché le famiglie ricche hanno la possibilità di acquistare maggior legna e, così, il corpo brucia del tutto. Questo aiuterà il passaggio dell’anima dal corpo all’altra dimensione; nel caso ci fosse meno legna, il corpo brucerà meno e il passaggio sarà più difficoltoso.

Racconti, questi, con cui Ilaria ha riempito la sua parte spirituale, arricchendola di nuovi sguardi, nuove conoscenze, nuove riflessioni; uno sguardo sulla morte per meglio comprendere, secondo Ilaria, ciò che conta nella vita. Perché, lei dice, sono tornata a casa con una forte consapevolezza di quanto meno importante sia la materia rispetto al resto. Il corpo, aggiunge, non è la persona: la persona sta nell’anima.

È inevitabile che un viaggio ti cambi. Sempre e comunque. Se, poi, è uno di questi viaggi, allora può cambiare tutto: quando Ilaria torna in Italia si licenzia da un lavoro dirigenziale, apre la sua attività. Cambiano le sue priorità: dalla bella vita milanese, immersa in un circolo di benessere materiale, oggi è attenta alla parte spirituale dell’esistenza, senza dimenticare la quotidiana tangibilità ma, semplicemente, guardandola con occhi diversi.

Ora, dice, le manca solo una cosa: le piacerebbe essere più attiva, concretamente, sul fronte solidarietà. E per il prossimo viaggio: il mondo è grande. E anche il resto dell’India la attende. Su YouTube ha un canale – lo si trova a suo nome e cognome, Ilaria Zappariello -, dove ha raccontato, come un reportage, il suo percorso.