Francia, sgarbo all’Italia: eliminato l’italiano dalle scuole

Francia, sgarbo all’Italia: eliminato l’italiano dalle scuole

29 Aprile 2019 0 Di il Cosmo

Uno sgarbo alla francese ai vicini d’oltralpe, che poi saremmo noi. Il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, ha infatti praticamente eliminato lo studio della lingua italiana dalle scuole transalpine. Il numero uno dell’Eliseo ha deciso infatti di dimezzare i posti messi a concorso per insegnare la lingua italiana a scuola e all’università. E dire che pochi giorni prima, Macron era parso sorridente al fianco di Sergio Mattarella, durante le celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, genio italiano.

Jean-Luc Nardone, docente a Tolosa e presidente degli italianisti francesi, ha tuonato: “L’insegnamento dell’italiano in Francia rischia di deperire in maniera grave a causa delle scelte del governo”. Italiani e francesi divisi nelle istituzioni, ma invece uniti nell’appello firmato da intellettuali dei due Paesi per il ripristino delle cattedre. Ci sono nomi come quelli di Andrea Camilleri, Gianni Bondillo e Antonio Moresco (scrittori), Ascanio Celestini (attore), Emma Dante (regista), Luciano Canfora e Carlo Ginzburg (storici), Paolo Fabbri e Raffaele Simone (studiosi di linguistica).

Nel documento firmato dagli intellettuali si parla di “caduta senza precedenti” dei posti messi a concorso per insegnare l’italiano. Per il canale dell’Agrégation, che consente di insegnare nei licei., per il 2019 i posti a disposizione sono soltanto cinque. Per il Capes, che abilita invece alla docenza nelle scuole medie, si passa da 28 a 16 cattedre: “I posti erano ancora 35 nel 2016, 2015 e 2014 e 64 nel 2013”. Uno schiaffo all’Italia, chissà se ancora figlio dei litigi avuti da Macron con il governo gialloverde.

Nardone, insieme ai firmatari, ha fatto sapere che la situazione nel Paese è paradossale: “La richiesta di studiare l’Italiano da parte dei ragazzi non sta diminuendo. Anzi: la domanda di giovani che chiedono di cominciare a cimentare con la lingua di Dante negli atenei francesi sta crescendo, perché molti non hanno potuto studiarla al liceo, loro malgrado. Siamo di fronte a una politica vessatoria”.

Francia e Italia, poi, sono da sempre partner strategici. Più nel dettaglio, quello transalpino è il secondo partner economico dell’Italia con un volume d’affari di 200 milioni di euro di scambi economici al giorno. Non solo: Parigi è seconda per volume di investimenti nel nostro Paese con cento gruppi imprenditoriali che garantiscono 239 mila posti di lavoro in tutta Italia. Va detto anche che la levata di scudi contro la decisione di Macron non è stata altrettanto netta quando si è trattato di tagliare le cattedre di francese in Italia. Insomma, sono vicini, fanno affari insieme, ma come due che condividono un pezzo di terra insieme (le Alpi) litigano un po’ per tutto. Adesso per la lingua, poco tempo fa per i profughi di Ventimiglia, poche settimane fa per la visita di Di Maio e Salvini ai gilet gialli. Qualcuno faccia qualcosa prima che noi ci dimentichiamo cosa vuol dire Merci e loro cosa voglia dire Grazie.

di Alessandro Pignatelli