Autosole, l’unico abbraccio che il Nord dà al Centro e al Sud

Autosole, l’unico abbraccio che il Nord dà al Centro e al Sud

2 Maggio 2019 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

C’è un’infrastruttura italiana che è un po’ la metafora della distanza tra Nord e Sud. È l’Autosole, che in realtà unisce il Mezzogiorno con l’Alta Italia, passando per il Centro. Idealmente, su queste carreggiate, ci sono perennemente code verso Nord perché tutti – oggi come negli anni Sessanta – cercano fortuna in Lombardia, Piemonte o Veneto. Verso Sud, invece, si formano intasamenti soltanto quando le grandi fabbriche del Nord chiudono e ci si mette tutti in fila per le vacanze.

Le vere partenze ‘intelligenti’ sono però di stimati professionisti – medici o avvocati che siano – che si fanno anche mille chilometri per poter lavorare in strutture decorose. Sì, perché è inutile girarci attorno: ‘tanto’ per colpa di chi amministra, ‘un po” anche per mentalità, il Sud va sempre più a rilento. Pensate, ogni anno dal Meridione arrivano talmente tante persone a farsi curare in Settentrione da mettere nelle casse di quest’ultimo un miliardo e duecento milioni di euro. Mancano gli ospedali al Sud? Sì, chiudono per mancanza di personale. Che se ne va più su dove sa di poter mettere a frutto la propria professionalità al meglio. E come le strutture sanitarie, a chiudere sono le scuole e la pubblica amministrazione al di sotto di Roma.

Eppure, l’Italia pare non aver capito dai suoi errori. Il reddito di cittadinanza sa molto di assistenzialismo, in particolare nei confronti di chi vive al Sud. Che non è che il lavoro non lo cerca vicino, ma non lo trova proprio. Se vuole sopravvivere deve spostarsi, salire lo Stivale, dove poi però si ritroverà a fare i conti con una vita molto più cara. Non sono pochi quelli che son stati costretti a tornar giù, una sorta di contro immigrazione nata ai tempi delle crisi. Il Centro Italia diventa così un po’ un crocevia, dove difficilmente c’è chi si ferma. Si passa, però. Si oltrepassa. Il Centro sopporta un po’ meglio gli scossoni (non solo quelli dei tanti terremoti che ci sono stati), pur pagando la mancanza di lavoro quasi quanto il Sud.

Se all’inizio l’A1 era l’allegra autostrada su cui immaginare e sognare il mare, le spiagge, il sole, oggi è la triste realtà di un’autostrada che in tanti sono costretti a percorrere. E non per andare in vacanza, ma per cercare di varcare un muro, quello dell’indifferenza, che ha ucciso il Sud, che sta uccidendo il Centro e che, se non si interverrà presto, finirà per contagiare anche il Nord opulento (mica così tanto, poi, eh?). Quella bellissima infrastruttura costruita in Italia – probabilmente la migliore – sta lì. Ogni tanto si aggiunge una corsia, ogni tanto una variante, ma resta l’unico vero abbraccio che il Nord riesce a dare al Centro e al Sud.