Non bastava la zia Pina durante il pranzo di Natale

Non bastava la zia Pina durante il pranzo di Natale

2 Maggio 2019 0 Di il Cosmo

di Sabrina Falanga –

Quando ti aggiri intorno ai trent’anni, la domanda inizia ad arrivare anche da amici e conoscenti che, incontrandoti magari dopo un po’ di tempo, aggiungono anche il commento: ah, e come mai?

La domanda, ça va sans dire, è sempre la solita: e il fidanzato? Roba che, all’ennesima volta che te lo chiedono, vorresti rispondere che inizialmente, durante i primi mesi di “singletudine” eri positiva, perché se speravi di incontrare un uomo affascinante, intelligente, intraprendente… ora ti ritrovi a pregare che l’Universo ti mandi un qualsiasi mammifero con un lavoro stabile, che sarebbe già un miracolo.

Cara amica di vecchia data, già madre ovviamente, no, rispondi fintamente dispiaciuta, il fidanzato non c’è ancora, eh, cosa vuoi farci; e loro ti guardano con quel misto di compassione e ribrezzo che neanche mentre si guarda un piccione investito, che non sai se ti fa più schifo o pena.

E come mai, chiedono.

Guarda, già che ci siamo: prendiamoci un drink, che te lo racconto. Anzi, te lo raccontiamo, ché siamo in tante. Qualcosa di forte, grazie, che Giulia deve raccontare di quella volta che ha incontrato il single per eccellenza: il morto di figa. Quello che, se potesse, lo infilerebbe pure dentro a un salvadanaio (non si esclude lo faccia davvero) e che ha lo stesso quoziente di intelligenza emotiva del piccione di cui sopra. Bocciato.

E perché non invitare Valentina, che può raccontarci dell’esemplare di SocialMan, che non è un nuovo supereroe Marvel con la maschera di Zuckerberg, bensì l’uomo single che pensa tu abbia una piccola “x” tatuata sull’angolo destro della fronte, da cliccare ogni volta che l’hai stufato. Alla velocità della luce, ovviamente, esattamente come sui Social: gli piaci, ti dà il suo like reale, ma perde completamente l’interesse al primo altro post che passa. Tempi di durata: brevi. Probabilmente tutti. No, grazie. Clausola: generalmente torna dopo qualche mese. Come l’influenza.

Poi, attenzione, che Ludovica ha in canna un colpo da maestro: rullo di tamburi, via alle danze, signore e signori, ecco a voi Houdini. Ti prende, si lascia prendere, si invaghisce di te che sembra che debba arrivare con un Tiffany da un momento all’altro e poi, puff, sparisce. Nel nulla. Non risponde più alle chiamate, ai messaggi, sui Social non fa nemmeno lo sforzo di bloccarti e ti mostra tutta la sua vita, ma lo fa solo per non farti preoccupare, perché è sicuro che tu ti stia struggendo all’idea che possa essergli capitato qualcosa. Guarda, te l’ho augurato: non per qualcosa, ma perché era l’unica ragione per la quale potevo perdonarti. Uomini, imparate a fare una magia: restate. Che ormai a sparire sono bravi tutti, non è più considerato qualcosa di così spettacolare.

Menzione speciale per la categoria a cui appartiene il disperato. Generalmente non sa bene perché sia alla forsennata ricerca di una donna con cui fidanzarsi e sposarsi, ci racconta Marta, così come non sa nemmeno chi potrebbe essere il suo target market: il disperato è un po’ come quelle aziende in fallimento che quando gli si chiede chi sia il suo cliente ideale rispondono “tutti”. Infatti non ne hanno. La verità, amiche, è che dietro a questi uomini ci sono madri (da leggersi: future suocere) che insistono affinché il figlioletto si sposi e faccia prole, quindi al primo appuntamento inizierà a dirvi che usate lo stesso profumo di sua madre e che sarebbe così bello chiamarlo Tommaso. Come, chi? Vostro figlio, no? Scappare. Veloci. Questa non è un’esercitazione, ripeto, questa non è un’esercitazione, scappare.

In fine (ma solo perché si lascia per ultimo il boccone più buono) c’è una motivazione sacrosanta per cui noi donne nella cerchia dei trent’anni siamo single. E non riguarda gli uomini, ma noi stesse. Siamo single perché abbiamo smesso di accontentarci. Perché abbiamo capito che l’amore di un uomo non riempirà mai il vuoto che spesso creiamo con le nostre stesse mani quando non vogliamo bene a ciò che siamo. Insomma, come dice Peanuts, ci sono persone che si sposano per un colpo di fulmine, altre che rimangono single per un colpo di genio. Ma soprattutto, donne, ricordate: quando siete tristi ricordate che il rischio è quello di stare con uno che vi dedica le canzoni dei Modà.