Una rosa nel deserto

Una rosa nel deserto

2 Maggio 2019 0 Di il Cosmo

di Michela Trada –

Una sequela di violenza senza fine. Ore 15.30 di martedì 30 aprile; apro la home dei più importanti quotidiani nazionali per aggiornarmi su quello che accade nel mondo e mi trovo davanti a titoli quasi tutti sulla stessa falsa riga uno con l’altro: bambini picchiati dai genitori, mogli violentate dai mariti, anziani derisi e bullizzati.

Insomma, evviva la vita verrebbe da dire. In tanto marciume è normale, almeno ai miei occhi, che spicchi una bella storia d’amore nata, ad ogni modo, da un triste evento:  l’abbandono del piccolo Giorgio in una sacca gettata nel bidone dell’immondizia nei pressi del cimitero di Rosolina.

Il neonato, ritrovato e salvato nei giorni scorsi da un’infermiera, è stato adottato dall’intera comunità veneta: tutti i negozianti hanno appeso sull’uscio dei loro locali un fiocco azzurro con una dedica di benvenuto. Moltissime, inoltre, le coppie che si sono interessate per dare a Giorgio una casa ed una famiglia; difficile comprendere e spiegare cosa spinga una donna, una madre, a compiere un gesto simile.

Struggente leggere le parole della giovane soccorritrice del bimbo che, seppur non biologicamente, sarà nell’immaginario collettivo e nel suo personale la sua mamma per sempre. La vita ha trionfato sulla morte, la voglia di far parte di questa terra di quel piccolo fagotto di 3 chili buttato come spazzatura è stata più forte di ogni altra cosa. Se Giorgio non avesse “urlato” con tutta la sua forza ora sarei qui a scrivere un’altra storia.

Il bene e il bello, però, vincono sempre ed ecco perché in un mondo di cattive notizie ho scelto di raccontarvene una dal risvolto positivo.