Contrordine, l’Italiano non sparisce dalle scuole francesi

Contrordine, l’Italiano non sparisce dalle scuole francesi

6 Maggio 2019 0 Di il Cosmo

La mobilitazione di intellettuali, opinione pubblica e media ha avuto i suoi effetti: la Francia ha annullato i tagli alle cattedre di lingua italiana. Ad annunciarlo è stato Jean.Luc Nardone, professore dell’Università di Tolosa, uno dei firmatari della lettera contro l’eliminazione dello studio della lingua di Dante. “L’orizzonte si è schiarito e siamo riusciti a invertire una curava che ci avrebbe condotto alla catastrofe”.

Il suo appello era stato firmato da migliaia di persone. Una mobilitazione che aveva unito l’Italia, quasi fossimo di fronte a una partita di calcio della Nazionale azzurra ai Mondiali. Un rigurgito di nazionalismo, per qualcuno. Un’ottima vittoria per la maggior parte degli italiani.

Nardone, oltre che essere docente di Letteratura italiana, è presidente della Sies, la Società degli italianisti nell’insegnamento superiore. “Una lettera ufficiale del ministero conferma, fin da quest’anno, un aumento del 40 per cento dei posti a concorso”. E ancora: “Il ministro francese ha ritenuto giusto e necessario” che l’italiano venga proposto almeno in un istituto pubblico di ogni dipartimento.

Nardone ammette: “Si è di fatto tornati alla situazione precedente all’intenzione di tagliare, che era già di sofferenza. Per i concorsi torniamo alla normalità”, un livello che già era basso prima del 2017. “Bisogna ancora darsi da fare, in particolare per rovesciare la lettura del ministero su alcuni punti: quanti studenti non hanno espresso il loro desiderio di fare un corso di Italiano perché già sapevano che nel loro liceo non veniva insegnato? Quanti altri non hanno mai potuto scegliere l’Italiano nel loro percorso di studi? La battaglia da condurre è quella della domanda contro quella dell’offerta”.

Non si può comunque parlare di vittoria di Pirro. L’Italiano non scompare dall’insegnamento in Francia. La lingua che tanto ha dato alla letteratura, e non solo. Sarebbe stato davvero un peccato capitale eliminarla dalle scuole transalpine. Il prossimo passo, come ben sottolinea Nardone, sarà di rimetterla al centro del villaggio. Ossia di farla riscoprire a quanti possono avere voglia di studiarla. Bisogna aumentare l’offerta, insomma, in base alla qualità e alla quantità della domanda. E qui passiamo dalla letteratura all’economia. I francesi devono essere liberi di scegliere l’Italiano nel loro piano di studi, un po’ come lo siamo in Italia, dove la scelta è tra il Francese e l’Inglese. Benché poi si finisca per proiettarsi sulla seconda lingua, quella che ormai si usa a livello internazionale.

di Alessandro Pignatelli