San Carlo di Napoli: la gaffe ‘franchista’ dell’orchestra davanti al Re di Spagna

San Carlo di Napoli: la gaffe ‘franchista’ dell’orchestra davanti al Re di Spagna

8 Maggio 2019 0 Di il Cosmo

Una vera e propria gaffe al teatro San Carlo di Napoli. Roba per cui si potrebbe rischiare l’incidente diplomatico tra Italia e Spagna. Durante la riunione del Cotec Europa – l’organizzazione informale che riunisce il nostro Paese, quello iberico e il Portogallo – a un certo punto l’orchestra ha deciso di porgere gli onori del caso al re Felipe VI e all’ex re Juan Carlos. Solo che ha sbagliato musica, suonando l’inno franchista.

Difficile descrivere l’imbarazzo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del suo collega portoghese Marcelo Rebelo de Sousa, del sovrintendente del teatro, che si è dovuto scusare prontamente. Tutto sommato i reali spagnoli l’hanno presa bene, meno i media del Paese iberico, che danno ampio risalto allo sbaglio dell’orchestra del San Carlo. Sui siti online e in televisione questo incidente è stato ampiamente documentato e commentato. Non ha sbagliato l’orchestra, invece, a suonare l’inno di Mameli. E ci mancherebbe, direte voi. Si fossero messi a suonare qualcosa dell’epoca fascista (il paragone è con Franco), sarebbero stati licenziati in blocco.

La musica è stata accompagnata con le parole del poeta José Maria Pemàn, quindi è stata messa in scena una versione che in Spagna era stata adottata durante il franchismo, ma che con il ritorno della democrazia era stata messa in soffitta. L’inno spagnolo, infatti, in realtà non è accompagnato dalle parole.

Va detto che i due sovrani di Madrid hanno avuto la capacità di restare impassibili. Chi si è scandalizzato è stata la diplomazia iberica. Che non ha nascosto a quella italiana lo stupore e lo sgomento. Il franchismo è uno dei periodi più bui della storia della Spagna. Averlo ricordato con parole e musica, dall’Italia, è stato un clamoroso autogol. Rimediabile, certo, ma la figuraccia resta.

A proposito, il coro delle voci bianche ha cercato di giustificare l’accaduto, dicendo di aver cercato frettolosamente su internet un testo dell’inno nazionale. Dimostrando ulteriore ignoranza visto che, appunto, la Marcia reale non ha testo. La prima versione del testo fu scritta nel 1928 su richiesta del dittatore Primo de Rivera, ma fu adottata in modo sistematico alcuni anni dopo dal regime di Franco, con alcune aggiunte patriottiche.

di Alessandro Pignatelli