Allarme Onu: la biodiversità è a rischio

Allarme Onu: la biodiversità è a rischio

9 Maggio 2019 0 Di il Cosmo

di Federica Pirola –

“Stiamo erodendo i pilastri stessi delle nostre economie, i nostri mezzi di sostentamento, la sicurezza alimentare, la salute e la qualità di vita del mondo intero”. Ecco l’ennesima predica sul surriscaldamento globale, penserai. Che cosa sarà mai successo? Gentile lettore, è successo che in quel “noi” ci sei dentro pure tu e a pagarne le conseguenze sarai ancora tu.

Ad annunciare quelle parole poco rassicuranti è stato Robert Watson, presidente della Ipbes, Piattaforma intergovernativa scientifico – politica sulla biodiversità e gli ecosistemi. Questa volta l’allarme viene dall’organismo Onu sulla biodiversità, che la scorsa settimana si è riunito a Parigi, presenti i rappresentati di 130 Paesi. Ebbene, la conclusione di questo incontro, definito il più vasto consesso scientifico e politico sullo stato della biodiversità mondiale, è emerso che, in tempi relativamente brevi, una specie vivente ogni otto scomparirà. Per capirci, un milione tra animali e vegetali è destinato ad estinguersi.

Negli ultimi tre anni, 143 ricercatori dell’Onu, affiancati da altri 310 collaborati, si sono cimentati nella compilazione del rapporto più esaustivo e schiacciante mai compilato al mondo sullo stato della natura. Nelle 1800 pagine del testo, vengono valutati i cambiamenti avvenuti negli ultimi 50 anni, prendendo in considerazione la relazione che intercorre tra lo sviluppo economico e il conseguente impatto sulla natura: ne è uscito un quadro sconcertante. Ma non solo: dallo studio emergono anche le principali responsabiltà di questa situazione. E indovina un po’ di chi è la colpa? Dell’uomo! Ovvio! Infatti, tre quarti dell’ambiente terrestre e circa il 66% di quello marino sono stati pesantemente modificati dalle azioni umane. La cosa interessante però è che i danni sono stati evitati, o per lo meno contenuti, laddove le risorse siano gestite direttamente da persone indigene o comunità locali: forse le uniche a capire come trattare il mondo, un bene così prezioso.

Nel resto del globo, invece, l’utilizzo che stiamo facendo della terra e del mare, lo sfruttamento di piante e animali e i cambiamenti climatici, risultati dal forte inquinamento, hanno portato a un passo dalla “sesta estinzione”. Così viene chiamata la scomparsa del 50% delle allodole, del 38% degli esemplari della piccola farfalla blu e un terzo delle api ed insetti, seguiti dagli scoiattoli rossi, pipistrelli e ricci.

Sì, ma non pensare che la perdita di biodiversità non ti riguardi: essa avrà un impatto diretto su ciascuno di noi. L’energia per più di due miliardi di persone dipende infatti dal legno, indispensabile anche per le medicine naturali che ne curano 4 miliardi, per non parlare della necessaria impollinazione del 75 % delle colture da parte degli insetti ( mai visto Bee Movie?).

Insomma, la situazione è davvero critica e la cosa più assurda è che non facciamo altro che fare del male al nostro pianeta e di conseguenza a noi stessi. A pagarne le conseguenze siamo tutti quanti, anche il povero scoiattolo che non centra niente.

Tuttavia, sembra ci sia una speranza: per i firmatari della lettera “siamo ancora in tempo per proteggere quanto rimane e cominciare a ripristinare la natura, ma per questo dobbiamo cambiare radicalmente stile di vita” e sono poi necessarie “azioni decisive e ambiziose” da parte dei leader politici.

Ognuno di noi quindi deve cominciare a fare delle piccole azioni, che unite possono portare a un cambiamento: meno inquinamento, minor uso di pesticidi e di risorse non rinnovabili e riduzione dei consumi di prodotti di origine animale. Ricorda le parole di Watson, che dice: “ Non è troppo tardi per agire, ma solo se cominciamo da subito e a tutti livelli, da quello locale a quello globale.”.