Barbara e le sue imprese a contatto con la natura

Barbara e le sue imprese a contatto con la natura

9 Maggio 2019 0 Di il Cosmo

di Deborah Villarboito –

Barbara Brighetti è una paracadutista estrema. Suo è ancora il record mondiale femminile di lancio in quota senza ossigeno da 10.900 metri, conquistato l’11 dicembre 1993 sui cieli di Montichiari in provincia di Brescia, presso la base militare di Ghedi. Da quell’anno è stata poi atleta del Sector No Limits Team fino al 2001, con cui ha collezionato imprese. Lo sport, la comunione con la natura e un fascino particolare caratterizzano una donna forte e che vive la vita al massimo di ciò che le propone. Ora vive a Fuerteventura, ma senza abbandonare il suo amato sport.

Chi è Barbara Brighetti secondo Barbara Brighetti?

Io mi vedo come una persona normale con la voglia di fare cose eccezionali
Lascio che parlino i miei risultati per me e capisco da come mi vedono gli altri se sono buoni.

Una vita da sportiva “estrema”. Come è nata la passione per il paracadutismo?

Fin da bambina, con la mia fortunata ed eccezionale infanzia (sono cresciuta in Kenya fra le spiagge dell’isola di Manda, nell’arcipelago di Lamu e le sponde del Lago di Naivasha nella Rift Valley) dove i miei genitori mi hanno cresciuta a pieno contatto con la natura, ho imparato a rispettarla ed a fondermi con essa. Da qui sicuramente il mio desiderio di immergermi in apnea nel blu del mare per sognare di essere una sirena e di lanciarmi fra le luci del cielo per abbracciarlo. Sia l’acqua che l’aria sono due elementi “ sferici “ dove ci si può muovere su tutti gli assi ed in tutte le direzioni e chissà entrambi necessari ad equilibrare la mia natura focosa e dinamica. Mi sono avvicinata al paracadutismo quasi per sbaglio. Volevo fare il pilota ed alcuni cari amici (fra i quali i miei primi istruttori) mi hanno convinta a fare un lancio in tandem. É stato un colpo di fulmine. Mi sono subito iscritta al corso di paracadutismo e l’aereo è diventato una specie di ascensore che serviva a portarmi in quota.

Più di 10.000m in caduta libera, un record ancora imbattuto. Come la fa sentire a distanza di anni questo?

Il fatto che il mio record ancora resista imbattuto sicuramente mi inorgoglisce. Mi dà la dimensione di quanto sia stata eccezionale la mia impresa. Una specie di magia ove tutto si incontra: sponsor giusto-momento, giusto allenamento-giusta squadra d’appoggio e la magia si compie. Mi sento molto fortunata.

Molte imprese hanno segnato la sua carriera: quale è quella che più si porta dentro?

Senza dubbio il lancio da 10.900 m senza ossigeno in caduta libera perché mi ha catapultata nel mondo dello sport estremo e non mi ha più abbandonata perché il record resiste ad oggi. Mi ha insegnato moltissimo. Mi ha regalato emozioni incredibili e mi ha dato la gioia di conoscere molte persone eccezionali negli anni a seguire.

Quanto è cambiato il mondo del paracadutismo da quando ha iniziato ad oggi?

Il mondo del paracadutismo è cambiato molto da quando io ho iniziato. Ho avuto la fortuna di vivere una sua prima epoca “sperimentale” con coloro che hanno aperto il cammino alle discipline odierne. Non si può non ricordare Patrick De Gayardon che porto nel cuore e nei ricordi di quegli anni eccezionali. La sua tuta alare ha tracciato la via ai “proximity flyers” odierni. Nel paracadutismo di oggi tutto corre veloce. Vele piccole, anzi piccolissime ed altamente performanti, tute veloci ed i margini d’errore sono diventati presso che inesistenti. Oggi c’è una sorta inflazione dell’estremo con immagini che vengono lanciate in tutte le direzioni e purtroppo sì confondono le “bravate “ dalle imprese vere e proprie. Seguo alcuni giovani che credo abbiano le giuste alchimie per essere i fari che guideranno la prossima evoluzione del paracadutismo e spero abbiano la stessa fortuna che ho avuto io.

Quale era la parte di lanci che le piaceva di più?

Per me non esiste una parte del lancio o della preparazione che mi piaccia di più. Ogni momento del “viaggio” ha il suo fascino e vale la pena di essere vissuto, assaporato, assorbito perché forma parte del “tutto”.

Quando ha deciso di smettere e perchè?

Realmente non ho mai deciso di smettere. Io mi lancerei tutti i giorni e nei miei sogni lo faccio tutte le notti. Ho vissuto il paracadutismo ai sui massimi livelli e mi è diventato “ difficile” ripiegare su cose più “ tranquille”. Ho cercato nuovi stimoli. Si tratta di un modo d’essere e di affrontare la vita ed ho cercato la maniera di “rifletterlo” in altri modi. Ma non è mai detta l’ultima parola!

In che cosa è impegnata ora?

Oggi mi dedico al mercato immobiliare per lavoro e per evasione alla fotografia, all’arte ed al mio amato sport. Ho la fortuna di vivere di fronte al mare in un isola vulcanica dove gli elementi della terra rocciosa (terra) si incontrano con il mare (acqua), il vento (aria) ed il sole (fuoco). Qui posso continuare a cercare nuovi stimoli e sogni da compiere mentre vivo a contatto con gli elementi.