La bambina che amava Tom Gordon di Stephen King

La bambina che amava Tom Gordon di Stephen King

9 Maggio 2019 0 Di il Cosmo

di Fabiana Bianchi –

Il bosco è pieno di pericoli. Nel bosco ci si può perdere. È nel bosco che si nasconde il lupo che divorerà Cappuccetto Rosso. Le fiabe e le favole insegnano: il folto della foresta cela creature spaventose. Trisha McFarland, di nove anni, “La bambina che amava Tom Gordon”, è destinata a scoprirlo presto. «Il mondo aveva i denti e in qualsiasi momento ti poteva morsicare» è l’eloquente incipit del romanzo, pubblicato nel 1999.

L’opera si apre subito con un focus su Trisha smarrita, per poi lasciare spazio a una rapida ma intensa panoramica sulla famiglia della bimba, osservata dal suo stesso punto di vista: i genitori sono divorziati e Trisha vive con la mamma Quilla e il fratello Pete nel Maine. La situazione non è serena: Pete, infatti, vorrebbe tornare ad abitare con il padre nella zona di Boston e la cosa è fonte di continui attriti con la madre. Nel tentativo di unire la famiglia, Quilla organizza diverse gite, fra cui una sul sentiero noto come Appalachian Trail, al confine con il New Hampshire. Ma anche durante il trekking, le discussioni con Pete sono interminabili. Così, quando Trisha esce dal sentiero per fermarsi a soddisfare i suoi bisogni fisiologici, la madre e il fratello non se ne rendono conto.

Non sanno che dopo, Trisha, convinta di avere trovato una scorciatoia per raggiungerli, in realtà si è allontanata ulteriormente dal sentiero. È l’inizio della lunga lotta per la sopravvivenza ingaggiata dalla ragazzina. Sola, smarrita, con poco cibo e poca acqua nello zaino, Trisha cerca di avere la meglio sul bosco, sulla pioggia, sulla fame. Le uniche voci amiche sono quelle che arrivano dal suo Walkman. A tenerle compagnia, solo le sue fantasie: si convince che accanto a lei cammini Tom Gordon, l’affascinante battitore di chiusura dei Red Sox, da sempre il suo idolo. Mentre le sue energie si riducono al lumicino e la fame la sfinisce, Trisha deve fare i conti anche con molti episodi disturbanti. Saranno allucinazioni della sua mente provata o una crudele realtà che attende chi abbandona il sentiero?

Come sempre, Stephen King è capace di sviluppare un intero universo a partire dalla mente di un singolo personaggio. La psicologia di Trisha è il terreno su cui si gioca l’intero romanzo, non a caso diviso in inning, proprio come una partita di baseball. L’ambiente ostile della foresta si fa riflesso di qualcosa di più profondo e Trisha si trova ad affrontare dei demoni di diversa natura.

Un romanzo consigliatissimo, da leggere per chi il bosco lo ha sempre amato e per chi invece lo guarda con timore. Un romanzo da leggere magari con la luce accesa.