La guerra del santino

La guerra del santino

9 Maggio 2019 0 Di il Cosmo

di Michela Trada –

Questo mese di maggio poco primaverile e assai invernale, ci sta regalando, oltre al freddo, una solida certezza: la pochezza del linguaggio politico italiano.

Le campagne elettorali, dalle regionali alle europee passando per le comunali, sembrano il ricordo sbiadito e annacquato di quei comizi di ars oratoria che hanno reso la nostra Nazione uno dei perni della democrazia occidentale (chissà cosa direbbe Cicerone se assistesse ad una conferenza stampa o ad una trasmissione televisiva con confronto del nuovo millennio).

Tra slogan banali e lanci su Facebook di dubbio contenuto, la chiamata alle urne si delinea più come un’abbuffata di spaghi all’amatriciana che un delizioso bocconcino di foie gras. Sarà la pancia, infatti, a guidare la maggior parte delle scelte degli italiani ai seggi, spinti a mettere una X sul “meno peggio” piuttosto che sul simbolo del cuore valoriale.

Eppure la partita che si gioca il  26 maggio non è affatto una sfida da poco per il Bel Paese al fine di ribaltare la non sempre sorridente “classifica” europea (riusciranno le liste civiche a spuntarla rispetto a quelle di partito nella lotta per i comuni quando ogni scelta viene fatta il medesimo giorno?).

La concretezza viene spesso sostituita dal sensazionalismo, con il brutto vizio di sminuire il lavoro altrui anziché esaltare i propri tratti vincenti. In tutto ciò, che ruolo svolge la comunicazione? Un compito fondamentale, tant’è che quasi tutti i candidati (tanti), hanno spostato il focus dal comizio di piazza a quello di Facebook; incredibilmente spuntano come funghi richieste di amicizia da parte di gente sconosciuta ogni ora e nelle home appaiono video motivazionali degne del Montemagno best version.

Non dimentichiamoci, poi, del pezzo forte: l’insulto “sociale” che rende il livello della conversazione sul web ancor più aulico. Così, tra un selfie e l’altro, si procede spediti alla scoperta del “nuovo che avanza” tra banchetti, palloncini colorati e santini come se non ci fosse un domani. Onore a chi ha scelto di impegnarsi per rappresentare il proprio Paese, regione e città, onore anche a chi ha deciso di farsi stranamente da parte.

Oggi c’è tanto bisogno di Politica, di sentirsi uniti sotto un’unica bandiera per il Bene comune.