Lo sport per fermare il bracconaggio: Andrea, il runner che corre con i rinoceronti

Lo sport per fermare il bracconaggio: Andrea, il runner che corre con i rinoceronti

9 Maggio 2019 0 Di il Cosmo

di Deborah Villarboito –

Un runner al servizio dei rinoceronti. Così si può riassumere il progetto che vedrà impegnato “l’ultra atleta” Andrea “Pelo” Di Giorgio. Il 28 gennaio 2020, a 52 anni compiuti, lo sportivo originario di Cervia affronterà il caldo e le difficoltà del territorio africano per sensibilizzare alla lotta al bracconaggio. Un’idea nata per caso, ascoltando alla radio un’intervista a Davide Bomben, presidente dell’Associazione Italiana Esperti d’Africa e istruttore capo della Poaching Prevention Academy, un’organizzazione che in Namibia e in altri Paesi africani si occupa di addestrare i ranger contro i cacciatori di frodo. «Davide parlava dell’Africa, di un problema molto grave legato all’uomo e alla natura.

Mi ha rapito il discorso sul bracconaggio e il pensiero che c’è della gente che non si interessa minimamente a quello che è la natura e verso di lei compie un sopruso barbaro – racconta Andrea Di Giorgio – ho un amore profondo per l’Africa e per ciò che rappresenta in termini di libertà. Allora ho deciso di contattare Davide ed è nato “Run for Rhino”, un’impresa per fare conoscere il più possibile questa realtà». Otto giorni, 400 km a 50° circa con la cadenza di 50 km, questa è l’entità della sfida che riserverà non poche sorprese. Il percorso inizierà nel Damaraland, regione che si trova nell’area nord ovest della Namibia, dove c’è la più alta concentrazione di rinoceronti neri liberi del Paese. Da lì una serie di tappe, con molti dislivelli a rendere più impegnativa e difficoltosa l’impresa, già ardua per le alte temperature. Un territorio, tra l’altro, con una quantità di animali liberi notevole: leoni, leopardi, elefanti, rinoceronti.

Poi altre due destinazioni in riserve private: una nell’Etosha Heights, al confine sud ovest del Parco Nazionale d’Etosha, l’altra, a chiusura, in Ongava, che in lingua locale significa proprio rinoceronte. Il tutto per definire i confini delle riserve naturali, oasi di pace dove gli animali dovrebbero vivere indisturbati.  È partita intanto la ricerca di sponsor e fondi, aperta a tutti coloro che vogliano “correre” contro il bracconaggio: ciò che si raccoglierà verrà usato per l’impresa e donato alla scuola dei ranger, di Bomben, impegnata nella lotta ai bracconieri. «Andrea ha proposto di dedicare la sua “fatica” ai ranger e di portare all’opinione pubblica, anche sportiva questo tema. L’ultimo tratto di percorrenza lo farà insieme ai nostri ranger – spiega Davide Bomben, che si occuperà della riuscita logistica della sfida – a simboleggiare il loro impegno di ogni giorno, poiché camminano distanze di pattugliamento che coprono circa 4000 km all’anno per la protezione dei rinoceronti».