#RadunInGiro: lo sport come non si è mai sentito

#RadunInGiro: lo sport come non si è mai sentito

9 Maggio 2019 0 Di il Cosmo

di Deborah Villarboito –

L’Associazione Operatori Radiofonici Universitari RadUni parteciperà al Giro d’Italia 2019 con il progetto “RadUni in Giro”, in collaborazione con la rappresentanza italiana dell’Unione Europea. La partecipazione al prossimo Giro d’Italia come media è fondamentale perchè Raduni è un network che raccoglie radio universitarie da tutta Italia e il Giro è una manifestazione che gli permette di poter toccare diversi luoghi nei quali le giovani generazioni possono essere raggiunte.

L’obiettivo del progetto “RadUni in Giro” non si limita, tuttavia, a raccontare le attività dell’Unione Europea: l’Associazione Operatori Radiofonici Universitari desidera ampliare la sua missione raccontando la relazione degli italiani con altre due sfere della quotidianità: lo sport e il proprio territorio.

Sport, territorio ed Unione Europea trovano un terreno comune nel Giro d’Italia che ha sempre unito la passione degli italiani nelle strade della nostra penisola, senza limiti né barriere. Il Giro, infatti, si sviluppa nell’intero territorio della penisola italiana, senza essere confinato dentro uno stadio o un palazzetto. Gli amanti dello sport, ma in generale tutti i cittadini, sono coinvolti dal passaggio della carovana rosa nelle loro città e questo è un fattore decisamente importante: perché gli italiani si radunano in massa nelle strade che accompagnano il percorso del Giro? Per quale motivo un territorio italiano aspira ad essere sede del passaggio della carovana rosa? In quale modo il nostro territorio viene valorizzato grazie allo sport? In che modo le politiche istituzionali possono valorizzare lo sport? Il progetto di RadUni in Giro avrà lo scopo di rispondere a queste domande, intervistando lungo le strade e all’interno delle piazze italiane diverse fasce di pubblico, per comprendere le loro sensazioni più spontanee e per confrontare le ideologie e i sentimenti generazionali. Il racconto di RadUni in Giro sarà incentrato a cogliere il pubblico nel suo rapporto emotivo con lo sport, con il territorio e con le politiche dell’Unione Europea.

Davide Farinetti sarà la voce di Raduni che si aggregherà alla carovana: «Lo scopo di questo progetto è molteplice: vuole dare voce ai più giovani che saranno nelle piazze delle città, per cercare di capire quali sono i loro bisogni principali, quali opportunità vengono loro offerte dalle istituzioni e dalle politiche europee, e come vivono i momenti di aggregazione e ricreazione, con lo sport che è uno degli strumenti migliori per rafforzare tra i giovanissimi i loro legami – spiega – Allo stesso tempo, però, è fondamentale raccontare anche l’opinione dei loro genitori e degli adulti, che con i loro occhi possono raccontare com’è cambiato il loro territorio, come si è evoluta l’Unione Europea che dovrebbe aiutare i giovani a costruire il loro futuro, e in che modo un momento sacro per gli italiani, come lo sport, si sia evoluto negli anni».

Che cosa ha spinto Davide a lanciarsi in questa “impresa”? La passione per lo sport: «Fin da bambino, ho sempre adorato passare il mio tempo davanti al televisore ad emozionarmi cogliendo le sfumature più nascoste delle storie che lo sport sa raccontare. Da qualche mese a questa parte ho realizzato che una parte importante del mio tempo libero è dedicata alla visione di eventi sportivi e per questo motivo ho iniziato ad indagare perchè io e molte altre persone siamo spinte, a volta in maniera ossessiva, a guardare filmati, leggere articoli e ricercare notizie sul mondo dello sport».

Un’interesse che viene sdoganato dal pensare lo sport come solo momento ludico: «Lo sport non è solo cronaca di fatti che avvengono in una partita o in una corsa di ciclismo: lo sport è passione, è vitalità, è ideologia e trasmissione di valori. Attraverso il Giro d’Italia, che è un evento fondamentale per la storia del nostro Paese, questo progetto vuole disegnare le diverse facce dell’Italia più giovane che lotta e di quella più adulta che guarda ai propri figli. Vuole delineare quale futuro c’è per gli italiani grazie all’Unione Europea e vuole informare questa di come viene percepita dagli italiani. Vuole raccontare lo sport in una forma nuova, dove i protagonisti non sono solo gli atleti, ma coloro che tifano, gridano e vivono per le loro gesta».