Scegliere cosa fare

Scegliere cosa fare

9 Maggio 2019 0 Di il Cosmo

di Fabiana Bianchi –

Il tempo, purtroppo, non si moltiplica. E la mancanza cronica di tempo è uno dei mali degli ultimi decenni. Il concetto di produttività, di per sé neutro, sta diventando un’ossessione, insinuandosi anche in quelle attività che dovrebbero essere piacevoli. La parola “multitasking” ha abbandonato il suo posto originario, ossia il mondo dell’informatica, per infilarsi a tradimento nella vita di tutti i giorni. Ryder Carroll, inventore del metodo Bullet Journal e autore del libro dedicato, ci lascia una citazione preziosa: «Per molti di noi, “essere impegnati” vuol dire fare ciò che si riesce malgrado ci si senta sopraffatti».

Complici poi i fantastici strumenti offerti dal web, che ci permettono di velocizzare e lanciarci in progetti a costo ridotto, è facile trovarsi ogni giorno con nuovi obiettivi e nuovi impegni, dal blog alla pagina Facebook per vendere origami. Cosa bisogna fare, dunque, per sopravvivere nella giungla delle incombenze? Ogni tanto occorre semplicemente sfrondare la lista delle cose da fare. Occorre cioè raccogliere le idee, prendere carta e penna e chiedersi cosa è degno di impegnare il nostro tempo e cosa non lo è. Armiamoci dunque di un banale foglio e riempiamolo con tutti gli obiettivi che ci vengono in mente.

Eventualmente, si possono suddividere fra quelli a lungo termine (per esempio scrivere un libro) e quelli a termine più ravvicinato, come dedicarsi al cambio di stagione nell’armadio. Sicuramente il foglio ne uscirà ben pieno. Ci saranno dentro magari anche quegli obiettivi classici da “duemilacredici”, come imparare a disegnarsi i vestiti da soli o quel corso di sport estremi. Iniziamo a sfrondarne una buona metà.

Chiediamoci se davvero gli sport estremi ci interessano, oppure se valga la pena dedicare un gran numero di ore un’attività complessa come imparare a disegnarsi i vestiti. Si tratta di esempi banali perché la risposta, ovviamente, varia da persona a persona: se qualcuno sogna di aprire un atelier, con tutta probabilità dovrà imparare  a tagliare e confezionare abiti e avrà senso dedicarvi buona parte del proprio tempo. Altrimenti, imparare a fare gli orli ai pantaloni potrebbe già essere sufficiente come primo traguardo.

Chiediamoci, insomma, se un obiettivo è funzionale a un altro obiettivo di portata maggiore, se qualcosa ci interessa davvero molto oppure è diventata solo una sorta di fissazione. Un metodo utile per sfrondare gli obiettivi può essere quello di mettere da parte il foglio e riguardarlo dopo qualche tempo. Negli ultimi tempi, abbiamo cercato un corso di sport estremi nei paraggi? No? Allora magari non ci interessa poi così tanto. Con il tempo, dovremmo essere in grado di fare una scelta più oculata sugli obiettivi e le attività a cui dedicarci, per potere di conseguenza organizzare meglio il tempo. E, per seguire i nostri antichi e saggi avi latini, per conoscere meglio noi stessi.