Tè o caffè? La risposta della scienza

Tè o caffè? La risposta della scienza

14 Maggio 2019 0 Di il Cosmo

Meglio il tè o il caffè la mattina colazione? Nel derby tra le due bevande, si inserisce la scienza. Insomma, al di là del gusto personale e soggettivo, entrambi hanno proprietà utili e pure qualche svantaggio. Ma come pesarli?

Il caffè, com’è noto, ha un effetto eccitante. Dunque, la mattina, ci dà la scossa giusta di energia per svegliarci e iniziare la giornata. Ci rende anche più impermeabili alla fatica fisica. All’interno di una tazzina ci sono potassio, calcio, magnesio, fosfati, solfati, vitamine e polifenoli. Arrivando al massimo a quattro tazzine al giorno, si prevengono pure le forme di tumore al fegato (-4%) e il diabete di tipo 2 (-25%). La caffeina combatte a sua volta la cellulite. L’effetto negativo, invece? Beh, essendo un eccitante può provocare tachicardia a insonnia, chi soffre di reflusso e ulcera gastrica dovrà rinunciarvi per forza. E attenzione: no al caffè serale. L’orario limite sono le 17.

Il tè è in assoluto la bevanda più bevuta al mondo dopo l’acqua. È ricco di flavonoidi, polifenoli che hanno potere antiossidante, dunque prevengono l’invecchiamento e molte malattie. C’è poi la teanina, anch’essa alleata contro alcune patologie. Non manca la caffeina: in una tazza da 250 ml ce ne sono 40 mg, la metà della dose contenuta in una tazzina di caffè. I forti consumatori di tè, secondo uno studio, hanno il 24% di probabilità in meno di morire per cause non cardiovascolari. Il tè nero ha anche un effetto di protezione sul cuore. Chi consuma questa bevanda, vede migliorati i livelli di colesterolo nel sangue, stabilizzarsi la glicemia e perde pure qualche chilo. Anche il tè, come il caffè, protegge da alcuni tumori. Pure con il tè, però, non bisogna esagerare con le quantità: si può però arrivare tranquillamente a 8-10 tazze al giorno. È diuretico, ma anche stringente, il che impone a chi soffre di stitichezza di andarci piano. Cautele anche per chi è anemico. I tannini possono interferire con il corretto assorbimento del ferro da fonti vegetali. Ultimo accorgimento: è meglio berlo lontano dai pasti.

Come avrete capito, il derby si chiude sostanzialmente in pareggio. Si può davvero scegliere in base al proprio gusto, tenendo presenti però le raccomandazioni sopra citate. Neanche la scienza è riuscita a smontare una bevanda a favore dell’altra. Possiamo continuare a consumare la bevanda che più ci piace, almeno finché qualche ulteriore studio dovesse sconsigliarcene apertamente una per l’altra. Si sa, come nel calcio, possono esserci i supplementari dopo un parteggio.

di Alessandro Pignatelli