Caso Cucchi, avvocato Pini: “Positivo e coraggioso che Comandante Nistri sia parte civile”

Caso Cucchi, avvocato Pini: “Positivo e coraggioso che Comandante Nistri sia parte civile”

16 Maggio 2019 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

Il comandante generale dei Carabinieri, Giovanni Nistri, ha deciso di costituirsi parte civile nel processo che riguarda la morte di Stefano Cucchi. L’atto è stato definito “positivo e coraggioso” da Eugenio Pini, l’avvocato che difende Francesco Tedesco, il carabiniere che a distanza di nove anni dalla morte di Cucchi, ha deciso di aprire un varco nel muro di omertà sull’episodio. Tedesco è accusato insieme ai colleghi Alessio Di Bernardo e Raffale D’Alessandro di omicidio preterintenzionale. Gli ultimi due sarebbero gli autori del pestaggio del giovane.

L’avvocato Pini fa sapere: “Personalmente ritengo che il Generale Nistri abbia gestito il caso Cucchi con estremo ossequio delle Istituzioni e dell’Autorità Giudiziaria, rispettando i tempi processuali e prendendo gradualmente atto dello sforzo fatto dalla Procura di Roma. Non dimentichiamoci che il Generale Nistri ha ereditato questa vicenda e che l’ha poi gestita e governata nel migliore di modi”. Il legale aggiunge: “La gestione del caso Cucchi è stata enormemente laboriosa in quanto l’Arma dei Carabinieri è una istituzione articolata. E’ infatti un Corpo storico che inevitabilmente vive delle complessità interne di rilievo. Si pensi su questo punto che, a seguito della lettera aperta scritta a mano dal Generale Nistri e inviata a Ilaria Cucchi, il Sim (Sindacato Italiano Militari) Carabinieri ha chiesto le dimissioni del Generale, per i 10 anni nei quali lʼArma ha ignorato la vicenda, precisando che sarebbe stato più utile dimettersi che costituirsi parte civile, ciò per marcare la discontinuità”.

Ancora l’avvocato di Tedesco: “Chiaramente queste sono dichiarazioni che rientrano nella dialettica e nelle prerogative sindacali, ma ho ritenuto utile ricordarle proprio per evidenziare l’ampia portata e la complessità della gestione di un caso come questo. Tornando al Sim, sono compiaciuto del fatto che abbiano speso parole di lode per Francesco Tedesco, dichiarandosi vicini a chi ha trovato il coraggio di parlare”. Infine: “Del resto, Tedesco ha ricevuto numerosi attestati di stima e di vicinanza da parte di molti suoi colleghi, sia per come si è comportato la notte del foto segnalamento, sia per quello che ha dovuto subire in questi nove anni e per il coraggio che ha trovato di denunciare i fatti. Sarebbe interessante vedere anche il Sim costituirsi parte civile nel processo per il depistaggio, ma temo che questo diritto non gli potrà essere riconosciuto in quanto si sono costituiti, come persone giuridiche, dopo i fatti”.