Dona Flor e i suoi due mariti di Jorge Amado

Dona Flor e i suoi due mariti di Jorge Amado

16 Maggio 2019 0 Di il Cosmo

di Fabiana Bianchi –

«Mi dica un po’, lei che scrive sui giornali, perché si deve sempre aver bisogno di due amori, perché uno non basta a riempire il cuore?». Romantico e malinconico, irriverente e umoristico: proprio come la storia d’amore che descrive, “Dona Flor e i suoi due mariti” sembra avere due anime contrapposte e complementari.

Lo dimostra fin dalle prime pagine. La tragedia della morte di Vadinho, primo marito di dona Flor, si contrappone infatti al tocco grottesco delle circostanze: l’uomo piomba a terra, stroncato da un infarto, mentre sta ballando al Carnevale, travestito da donna. Lo stesso rapporto della protagonista col marito è duale: lui, traditore seriale e giocatore incallito, le ha dato un’infinità di preoccupazioni. Eppure, dall’altro lato, lei ha amato la sua natura indomita e passionale. Sullo sfondo di Bahia, in descrizioni capaci di fare avvertire i profumi e vedere i colori del Brasile tra le pagine bianche di un libro, si muovono personaggi caricaturali, ma non per questo improbabili. Scorrono ai lati di dona Flor come in una galleria, mentre lei si dirige lentamente incontro a qualcosa di nuovo, un’esperienza agli antipodi rispetto alla prima. Capirà così come nello stesso animo possano convivere sentimenti e desideri diametralmente opposti.

Pubblicato nel 1966, “Dona Flor e i suoi due mariti” è considerato uno dei capolavori di Jorge Amado. Il suo stile intriso di magia è una dimostrazione delle capacità camaleontiche dello scrittore brasiliano, che esordì con opere di stampo marcatamente politico.

Un libro consigliato vivamente a chi ama le atmosfere dell’America Latina e a quei lettori che amano essere accompagnati con calma lungo le strade della narrazione, godendosi atmosfere e descrizioni.