Elezioni europee: Salvini dice che è un ‘referendum’, Di Maio se la ride

Elezioni europee: Salvini dice che è un ‘referendum’, Di Maio se la ride

16 Maggio 2019 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

Siete pronti all’abbuffata delle prossime elezioni europee? Domenica 26 maggio in Italia sarà il momento di recarsi alle urne per il rinnovamento del Parlamento europeo. Ma la posta in gioco pare essere più alta: chi avrà la meglio tra sovranisti ed europeisti? Il ministro degli Interni Matteo Salvini ha addirittura paragonato la consultazione a un referendum (per o contro di luii?), sentendosi per questo rimbrottare dal collega Luigi Di Maio: “L’ultimo che ha fatto questi discorsi è stato Matteo Renzi ed è finita male”.

In un certo senso, le elezioni europee potrebbero essere un referendum sul gradimento attuale del governo gialloverde. Serviranno a misurare i consensi di M5S e Lega, del nuovo Pd di Zingaretti, a capire se l’alleanza  regionale di centrodestra potrà riproporsi a livello prima europeo e poi nazionale (cosa di cui sono assolutamente convinti Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni).

In tutta Europa, saranno 400 milioni i chiamati al voto. Da noi, urne aperte dalle 7 alle 23. Il sistema di voto è quello proporzionale, quindi si votano le liste. Niente coalizioni, consensi ai singoli partiti che vorranno formare una lista comune. Si potranno votare i candidati della propria circoscrizione, esprimendo fino a tre preferenze (non a tre donne o a tre uomini). Lega e M5S hanno da tempo deciso di ‘rompere’ l’alleanza di governo, correndo ognuna per conto suo. Per il Carroccio, in tutte e cinque le circoscrizioni il capolista è Salvini. Con la Lega ci sono i tedeschi di Alternative für Deutschland ora in, EFDD con i 5 stelle, così come i sovranisti finlandesi e danesi di The Finns Party e Dans Folkeparti, ora nel gruppo Ecr. Parliamo di gruppi per ora esterni all’Europa delle Nazioni e della Libertà, di cui invece fanno parte il numero uno della Lega e Marine Le Pen.

Il Movimento 5 Stelle punta su cinque donne. Tra le new entry ci sono il sindaco di Livorno Filippo Nogarin e l’ex Iena Dino Giarrusso, oltre ai riconfermati Fabio Massimo Castaldo e Ignazio Corrao (europarlamentare uscenti). Pd +Siamo Europei fa lista unica, con il simbolo del Partito Democratico di Nicola Zingaretti e il manifesto messo a punto da Carlo Calenda. Questi i capilista dem: Giuliano Pisapia al Nordovest, Carlo Calenda a Nordest, Simona Bonfè al Centro, Franco Roberti al Sud e Caterina Chinnici nelle Isole.

Silvio Berlusconi sarà il candidato di Forza Italia per le Europee nelle circoscrizioni Nordovest, Nordest e Sud. Antonio Tajani al Centro è invece il capolista. Gli azzurri hanno stretto un’alleanza con gli altoatesini del Svp, cosa che ha creato malumori. Forza Italia, in Europa, confluisce nel Partito Popolare Europeo. Accanto al Cavaliere ci saranno l’Udc, la lista di Maurizio Lupi ‘Noi con l’Italia’ e il Movimento Cristiano Lavoratori. Fratelli d’Italia aggiunge la dicitura Sovranisti e Conservatori per le Europee. Oltre a Giorgia Meloni, in lista Caio Giulio Cesare Mussolini (pronipote di Benito Mussolini) e Raffaele Fitto, ex europarlamentare. In lista pure Elisabetta Gardini, fuoriuscita da Forza Italia. Così come Daniela Santanchè.

La lista +Europa di Emma Bonino e Benedetto Della Vedova si è unita a Italia in Comune, che fa capo al sindaco di Parma Federico Pizzarotti. Le altre maggiori liste presenti sono i Verdi con Possibile, movimento fondato da Pippo Civati, nello schieramento Europa Verde, Sinistra Italiana che fa cartello con Rifondazione Comunista, con il simbolo La Sinistra.

Secondo i sondaggi, gli europeisti dovrebbero mantenere la maggioranza. Il Partito Popolare Europeo a oggi arriverebbe a 177 seggi e potrebbe restare il primo gruppo al Parlamento Europeo; 136 seggi per il Partito Socialista Europeo (con il Pd), al terzo posto con 96 seggi i liberali di Alde, a cui ha aderito il movimento politico En Marche del presidente francese Emmanuel Macron. Lega e Front National dovrebbero conquistare 62 seggi, dieci in più del gruppo di sinistra Gue/Ngl, dei riformisti dell’Ecr. Ai Verdi andrebbero 47 seggi, al Movimento 5 Stelle 46.