Italia nella top ten mondiale con oltre 13 miliardi di fatturato totale; soggiorni termali i più amati

Italia nella top ten mondiale con oltre 13 miliardi di fatturato totale; soggiorni termali i più amati

16 Maggio 2019 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

C’è un’industria, in Italia, che continua a crescere. In barba a tutte le crisi, anzi forse alimentata proprio da queste che creano stress e ansia. È l’industria del benessere, che vale oltre 18 miliardi di dollari e che piazza il nostro Paese nella top ten mondiale del turismo che cerca di scappare dalla frenesia di tutti i giorni. Il dato è del 2018 Global Wellness Economy Monitor, stilato dall’ente no profit Global Wellness Institute. Tra l’altro presentato durante il 12° Global Wellness Summit, per la prima volta ospitato in Italia, a Cesena, nel cuore della cosiddetta Wellness Valley, da Technogym Village.

Se guardiamo un po’ più in là del nostro Paese, scopriamo che anche a livello globale quello del benessere, delle spa e delle terme è uno dei settori più in salute e con una crescita robusta: più di 4.220,2 miliardi di dollari nel 2017, crescita media annua del 6,4% dal 2015, poco meno del doppio rispetto alla crescita economica mondiale (+3,6%). Con un peso del 5,3% sull’economia del pianeta. Di questo valore totale, 3.224 miliardi di dollari arrivano da cosmesi, alimentazione, fitness, salute pubblica e medicina, 996,2 miliardi da turismo, spa, terme, immobiliare e corporate (il benessere sul posto di lavoro). Sono tutti segmenti dati in forte aumento fino al 2022: il real estate +8% (+6,4% nel 2017), il welfare +6,7% (+4,8% nel 2017), il turismo +7,5% (+6,5% nel 2017). Ma sono state in particolare le spa a far segnare la crescita maggiore nel 2017, con un +9,8% che, nei prossimi cinque anni, diventerà +6,4%, mentre le terme faranno segnare 6.5%.

Numeri da tenere a mente anche per chi vuole investire nel comparto. Katerine Johnston, ricercatrice senior del Gwi (Global Wellness Institute), ammette: “Una volta si andava occasionalmente a fare un massaggio o in palestra, ma questo approccio sta cambiando velocemente e sta lasciando il posto a uno stato mentale impostato sul wellness che coinvolge molti aspetti della vita quotidiana: dall’attenzione al cibo a quella per il benessere del corpo e della psiche per ridurre lo stress. Verso l’ambiente. Per la maggior parte delle persone la ricerca del benessere non è più una pratica sporadica, ma quotidiana ed essenziale. Non è più un lusso per pochi, ma un valore dominante del proprio stile di vita”.

In questo contesto, l’Italia si fa valere. Siamo decimi a livello mondiale nella classifica del turismo del benessere, con 13,4 miliardi di dollari di fatturato totale, in crescita rispetto agli 11 del 2015. Contiamo 13,1 milioni di viaggi e 150 mila impiegati (il mercato mondiale ha chiuso nel 2017 con ricavi pari a 639,4 miliardi, +6,5%). Siamo addirittura sesti nel mondo, con 3,2 miliardi (+32% rispetto al 2015) per le spa, con quasi 4 mila strutture che danno lavoro a 83 mila persone; quindi per le terme, con 1,7 miliardi e 768 centri, subito dietro a Cina, Giappone, Germania e Russia.

Non va poi tralasciato il settore immobiliare legato al wellness, ossia progettazione, materiali e servizi. Un mercato da 13,4 miliardi di dollari, con più di 740 progetti legati al wellness in 34 Paesi. Qui l’Italia è 16esima a livello mondiale con un fatturato di oltre un miliardo. Il corporate wellness, sempre a livello globale, vale 47,5 miliardi di dollari, ma le stime indicano la possibilità di un massiccio impatto economico che potrebbe avere forti ripercussioni sulla produttività, se è vero che la perdita di questa legata a malattie e demotivazione è pari al 10 – 15% del valore mondiale dell’economia. Oggi, infatti, appena il 9,8% dei lavoratori del pianeta è coinvolto da programmi di wellness aziendale; l’Italia è settima con ricavi per 1,6 miliardi e 9,3 milioni di lavoratori coinvolti.

Ophelia Yeung, ricercatrice senior anche lei del Gwi, dice: “Con l’invecchiamento della popolazione, le malattie croniche e lo stress non potranno che aumentare. Crediamo che i tre segmenti più dinamici in futuro saranno real estate, benessere corporate e turismo. I vari tasselli del mercato del wellness andranno sempre di più a unirsi offrendo soluzioni ed esperienze sul posto di lavoro, a casa e in viaggio”.