Libertà di espressione

Libertà di espressione

16 Maggio 2019 0 Di il Cosmo

di Michela Trada –

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. L’articolo 21 della Costituzione italiana non lascia molto adito all’immaginazione: nel Bel Paese si può esprimere il proprio assenso e dissenso (nei limiti del buon senso civile) in merito a determinate circostanze. Niente di strano, dunque.

Sbagliato, invece, verrebbe da dire leggendo i quotidiani o ascoltando i telegiornali. Negli ultimi giorni, infatti, vigili del fuoco e forze dell’ordine hanno preso il vizio di “smantellare” striscioni e tentare di sequestrare video proibiti durante le visite preelettorali nei comuni del ministro degli Interni Salvini. Una prassi documentata pure dal Sole24Ore e che ha provocato  il sorgere spontaneo di pagine e gruppi Facebook pro striscioni da far invidia persino a Militello.

No al dissenso, insomma, seppur moderato e senza pericoli apparenti per l’ordine pubblico; una posizione che stride alquanto con il sopracitato articolo costituzionale. Se condiamo il tutto con le classiche frecciatine agli organi di stampa  di “opposizione” la frittata è bella che fatta. Il monologo di Mentana su La7 ha fatto il giro delle case italiane non lasciando indifferenti gli spettatori.

La domanda sorge spontanea: perché dare disposizione (le indicazioni sarebbero infatti arrivate dall’alto) di tirare giù i manifesti ottenendo così il classico effetto boomerang (una non notizia diventa così una notizia subendo ancor più risonanza mediatica di quanta ne avrebbe avuta in realtà)? Che male può fare una scritta su un telo bianco al di là di pungere l’ego? Dalla memoria dei tempi, chi Governa viene contestato (noti gli sberleffi durante il regno di Berlusconi e di Renzi) e il consenso totale è mera utopia. Diventa difficile altresì spiegare l’intervento di Polizia e Carabinieri per impossessarsi di un cellulare di un privato cittadino (qualora ci fossimo trovati in un film di James Bond racconteremmo un’altra storia) al fine di chiedere l’oscuramento di un video.

Il fatto non è poi avvenuto, ma la “macchia” resta, fa discutere ed arrabbiare. I più potrebbero anche intendere una mossa del genere come un abuso di potere degli uomini in divisa. Mancano una manciata di giorni alla prossima tornata elettorale, chissà che gli animi possano uscirne più rilassati e vincenti per la nostra repubblica democratica.