Gli slogan elettorali specchio di questa politica

Gli slogan elettorali specchio di questa politica

16 Maggio 2019 0 Di il Cosmo

di Giorgio Simonelli –

Girando per le città dove, oltre alle europee, si vota anche per i sindaci, mi è tornato in mente un monologo di quelli che Luciana Littizzetto fa nel corso di CHE TEMPO CHE FA.

Un paio di anni fa, Lucianina, con il suo tono scanzonato ma in quel caso particolarmente brillante ed efficace, prese di mira i nomi ispirati al minimalismo che le nuove formazioni politiche si danno. “Una volta – cito a memoria il suo pezzo – i partiti avevano nomi impegnativi: DEMOCRAZIA CRISTIANA, PARTITO COMUNISTA, PARTITO SOCIALISTA; PARTITO REPUBBLICANO.

Oggi si contentano di molto meno; scelgono nomi come STIAMO INSIEME, PROVIAMOCI, POSSIAMO FARCELA, SE CI VA DI CULO…” Geniale analisi politica!

Provate a leggere gli slogan di questa campagna elettorale e troverete la stessa inconsistenza. Ora, io capisco che una certa generecità sia inevitabile nella competizione europea, dove la lontananza e i meccanismi complessi del Parlamento di Bruxelles, la sua difficoltà di incidere direttamente sulla vita quotidiana impediscono ai candidati di fare immediatamente proposte concrete. Ma i sindaci, gli amministratori locali che sono a stretto contatto con i cittadini, che prendono decisioni di cui si vedono immediatamente i risultati, suvvia! qualcosa di preciso lo dovrebbero dire.

Invece è tutto un fiorir di metafore, di allusioni, di vaghe immagini con pretese poetiche. Tutti promettono di CRESCERE, che cosa dovrebbe crescere nessuno lo dice, ma – si sa – il mito del PIL come misura di tutte le cose ha contagiato tutta la politica. Molti, che si trovavano all’opposizione nella legislatura precedente con un grande sforzo di precisione si impegnano addirittura a VOLTARE PAGINA.

C’è chi con un certo sprezzo del ridicolo promette ai cittadini che con il nuovo governo TORNERÀ IL SORRISO, un’idea su cui è fin troppo comodo fare dell’ironia, visto che in realtà un po’ dappertutto c’Ë ben poco da ridere. Ma appunto è troppo facile e anche inutile ironizzare, il problema in realtà è molto serio e Lucianina lo aveva capito.

La politica si riduce a slogan e facce, non ci sono pi˘ valori di riferimento, quelli che si concentravano nei nomi impegnativi di un tempo, manca, salvo rare eccezioni, qualsiasi progetto di un certo respiro. E la questione non è certo ristretta in ambito locale. Basta pensare che uno dei più grandi partiti europei si chiama EN MARCHE, cioè in cammino, e che uno dei vanti di un recente governo italiano era quello di aver fatto RIPARTIRE il paese. Ripartiti, in cammino ma per andare dove? Qualcuno si degnerà di dircelo?