Palermo, docente sospesa: l’utilizzo ‘elettorale’ di un provvedimento ingiusto

Palermo, docente sospesa: l’utilizzo ‘elettorale’ di un provvedimento ingiusto

17 Maggio 2019 0 Di il Cosmo

Levata di scudi da sinistra contro la sospensione della professoressa di Palermo, accusata di aver permesso ai suoi studenti di paragonare le leggi razziali del 1938 al decreto sicurezza del ministro degli Interni Matteo Salvini. A difesa della docente, chiedendo la riammissione, il segretario del Pd Nicola Zingaretti e l’ex presidente del Senato Piero Grasso, che ha lodato gli alunni: “Hanno mostrato molto acume”.

Dai banchi della scuola a quelli politici, insomma. Zingaretti ha lanciato la crociata: “L’insegnante deve tornare subito al lavoro”. Trovando sponda in Grasso: “Forse è proprio l’intelligenza degli studenti a spaventare Salvini”. Il neo segretario dei Dem ha scelto Facebook per lanciare il suo messaggio di solidarietà alla prof, ‘usata’ a dire il vero per contrapporre come al solito gli uni agli altri, in piena campagna elettorale. “Fatemi capire. In Italia Casa Pound deve essere libera di dire e fare quello che vuole. Mentre un’insegnante deve essere sospesa per le opinioni di un suo studente che critica Salvini e le leggi varate dal Governo Lega – 5 Stella. Ma siamo pazzi? Questa insegnante deve tornare subito al suo lavoro”.

Grasso ha deciso di pubblicare il video completo dei ragazzi dell’Istituto Tecnico Industriale di Palermo: “Visto che tutti coloro che ne parlano non l’hanno visto, a partire dalla sottosegretaria Borgonzoni, ho deciso di pubblicare il video completo, omettendo solo l’ultima slide con i nomi. Guardatelo e giudicatelo voi: su cosa avrebbe dovuto vigilare l’insegnante? Sulle opinioni degli studenti? Avrebbe dovuto censurare il pensiero degli alunni?”. Dopo gli striscioni alle finestre, fatti togliere con conseguenze anche gravi per chi li aveva esposti (come l’arresto), effettivamente, siamo alla censura delle opinioni diverse da quelle di una singola parte. Un po’ troppo, forse.

Grasso sottolinea: “In nessuna parte viene detto che Salvini è come Mussolini, come invece leggo ovunque. Vengono accostati provvedimenti e scelte di allora e di oggi, con acume e intelligenza: a chi lo guarda spetta trarre le conclusioni. Mi sembra che gli studenti abbiano ben compreso il significato profondo della Giornata della memoria: non un rito stanco, ma un pungolo per il presente. Forse è proprio l’intelligenza a spaventare Salvini e i suoi”. 

Oggi pomeriggio Palermo ha deciso di mobilitarsi. Gli studenti delle superiori della città si riuniranno in presidio davanti alla prefettura per chiedere “l’immediata revoca del provvedimento disciplinare emesso contro la docente dell’Iti Vittorio Emanuele III e per manifestare il proprio dissenso contro le continue intimidazioni a studenti e professori inflitte dal governo Salvini”. Questo il testo del comunicato del Comitato studentesco. Prosegue la nota: “Ciò che è avvenuto a Palermo è sintomatico della situazione politica del Paese, è un campanello d’allarme da non sottovalutare. Per queste ragioni noi, studenti delle scuole palermitane, invitiamo i nostri compagni e amici, le associazioni, i sindacati e i partiti, tutti i cittadini sinceramente democratici a manifestare davanti alla prefettura per pretendere l’immediata revoca del provvedimento”. 

Una sorta di sommossa popolare contro la censura. Che pare essere tornata a falciare la libertà del popolo italiano. Dagli striscioni ai docenti rimossi: alzare la voce non è male. Anche se siamo in campagna elettorale e ogni mezzo viene utilizzato per lanciare fango sui rivali politici.

di Alessandro Pignatelli