Atletico Lampedusa Libera: un progetto oltre le difficoltà

Atletico Lampedusa Libera: un progetto oltre le difficoltà

23 Maggio 2019 0 Di il Cosmo

di Deborah Villarboito –

Lampedusa: 20,2 chilometri quadrati per meno di 6000 abitanti e tutte le problematiche per cui è diventata famosa. C’è però una realtà che contraddistingue questa piccola e accogliente isola. La scuola calcio Atletico Lampedusa Libera è nata nel 2011 e da lì in poi ha vissuto una crescita esponenziale di iscritti. E’ aperta a tutti i bambini che vanno dai 5 fino ai 17 anni, ma in via eccezionale tessera anche ragazzi più grandi, di 19 o 20 anni, che magari non hanno altre possibilità per giocare. L’attività sportiva è garantita, ma con non poche difficoltà. Sull’isola ci sono praticamente solo due scuole calcio: una è appunto l’Atletico Lampedusa Libera e un’altra che però si occupa dei ragazzi tra i 25 e 30 anni.

Inoltre, non è proprio semplice relazionarsi con le altre realtà italiane, come spiega Antonio Gargiulo, uno dei mister della società che conta 120 bambini e bambine iscritti: «La difficoltà è quella di poter partecipare a tornei nazionali o campionati regionali a causa della nostra insularità. Vivendo su un’isola, tutti i costi di spostamento sono a carico dei genitori». La determinazione però può tutto, basta avere obiettivi precisi: «Riusciamo a partecipare comunque a delle competizioni durante l’anno, come ad esempio quello nel mese di giugno in provincia di Agrigento – continua – poi c’è l’esperienza annuale a Perugia, poichè siamo affiliati all’A. C. Perugia, partecipiamo alle loro attività e abbiamo il loro supporto. Questi bambini però non possono prendere parte a nessun torneo federale. Sfortunatamente di solito siamo sempre noi che ci spostiamo a nostre spese  perché anche se organizziamo qualcosa qui, i costi di trasferimento e soggiorno sono elevati per chi viene da fuori».

Di anno in anno, tra tutti i tesserati si fa una selezione limitata, a causa delle poche possibilità, e si cerca di partecipare a qualche torneo sulla penisola. L’inventiva per mantenere vivo l’interesse dei giovani calciatori non manca. Infatti dall’8 all’10 maggio si è tenuto uno stage formativo con mentori provenienti direttamente dall’eccellenza spagnola e non solo. Pamela Conti, ex allenatrice della squadra under 16 dell’Atletico Madrid, oltre ad essere stata una giocatrice della Nazionale femminile italiana, David Arroyo, ex calciatore del Real Madrid, esperto di tecnica in campo e Carlos Exposito, coaching Deportivo preparatore dei portieri, hanno formato i ragazzi durante i tre giorni. L’iniziativa è stata proposta per per dare la possibilità ai calciatori dai 5 ai 18 anni di avere un miglioramento tecnico e tattico, imparando anche lo spagnolo e l’inglese attraverso la relazione con i coach. «Siamo contenti di questa opportunità che abbiamo dato ai nostri giovani. Era aperto a tutti coloro che volessero fare questa esperienza anche senza fare parte della nostra scuola calcio».

Sempre oltre le difficoltà: «Quello che ci motiva, nonostante il poco aiuto da parte delle istituzioni è dare la possibilità ai bambini di non stare per strada, di avere degli svaghi in cui si divertono, corrono e stanno all’aria aperta». I giovani del posto sembrano aver metabolizzato la cosa: «Ormai i ragazzi sono abituati a questa situazione, ecco perchè quando si creano i presupposti per fare i tornei fuori da Lampedusa i genitori collaborano ed è con il loro contributo economico che si riesce a fare qualcosa, perchè non c’è nessun altro tipo di aiuto da sponsor o enti vari. I bambini, però la vivono con serenità, sanno quale è la bellezza di vivere in questo posto, ma anche il disagio legato all’insularità».