“Gli italiani non percepiscono l’influenza dell’Unione Europea sull’Italia”, parla l’esperto

“Gli italiani non percepiscono l’influenza dell’Unione Europea sull’Italia”, parla l’esperto

23 Maggio 2019 0 Di il Cosmo

di Deborah Villarboito –

«Da diversi approfondimenti è emerso che tutti vogliono che le cose cambino in merito all’Europa, però poi le direzioni in cui le cose dovrebbero cambiare sono diverse in base alle preferenze politiche». Così introduce l’argomento della percezione degli italiani al voto europeo, il dottor Matteo Zanellato, coordinatore dell’Osservatorio “DANE – Democrazia a NordEst” fa parte del Centro Studi Regionali “Giorgio Lago” dell’Università di Padova.

Continua: «I giovani sembrano quelli che parteciperanno di più alle elezioni anche se l’affluenza non sarà importante come quella dell’anno scorso alle politiche. Il sistema politico dell’Unione Europea è un sistema difficile da comprendere. Mediamente lo capiscono di più coloro che hanno un grado di istruzione più avanzato. Generalmente i giovani si sentono vicini all’Europa sia per le esperienze personali che hanno vissuto, magari attraverso un progetto Erasmus, sia perchè comunque l’alfabetizzazione europea comincia ora nelle scuole, mentre prima era trascurata». Inoltre il popolo italiano dovrebbe comprendere quali sono i problemi e le priorità che l’Europa dovrebbe affrontare nella prossima legislatura del Parlamento Europeo: «Anche se sembra che la questione immigrazione sia la più centrale, in realtà ci sono anche preoccupazioni circa l’economia e l’emigrazione, cioè i nostri giovani che cercano fortuna all’estero per trovare quella stabilità che non abbiamo più in Italia, ma che è presente sia nei Paesi europei sia in quelli extra europei».

Sicuramente il grande problema delle elezioni europee in Italia è dato anche dal fatto di essere trattate in second’ordine: «Quando si ascoltano i leader politici si nota un’attenzione ai temi nazionali, ad esempio come si sta comportando il governo, l’Europa che viene vista come un agente esterno che cerca di limitare le politiche del governo stesso o giudica il suo operato. Non si pone però l’accento sul tema vero che il futuro dell’Unione – spiega Zanellato – Da una parte c’è l’intento dei politici di nazionalizzare la campagna elettorale e questo è un errore fatto dai vari candidati che si concentrano troppo sulla politica nazionale e troppo poco su quello che l’Europa potrebbe e dovrebbe fare per l’interesse dei cittadini. Questo succede perchè di solito le sorti del governo nazionale sono molto più accattivanti del parlare di come funziona il Parlamento Europeo e quali sono i suoi poteri. Si tende a dare le informazioni che i cittadini vogliono ascoltare e capire, c’è un focus differente».

Non aiuta il senso di distacco che colpisce la maggior parte dei cittadini: «Mentre c’è un rapporto diretto tra l’elezione del Parlamento italiano e il nuovo governo che si andrà a formare, questo è un po’ diverso rispetto alle elezioni europee. È vero che il Parlamento Europeo vota la Commissione che però è preposta dai capi di Stato e di governo che devono tenere conto del risultato delle elezioni. C’è un rapporto un po’ più distante, per la doppia cittadinanza che si ha all’interno dell’UE: da una parte siamo cittadini perchè votiamo direttamente i nostri rappresentanti in Parlamento, mentre dall’altra lo siamo di uno Stato membro».

Ciò che è certo è che «Il futuro dell’Europa fa dipendere il futuro dell’Italia, perchè per quanto sia percepito come distante il sistema politico dell’UE in realtà influisce molto sulle politiche nazionali – conclude Matteo Zanellato – È il livello superiore rispetto a quello nazionale, ma oggi non è percepito così. Non si comprende ancora quanto sia importante l’influenza dell’Unione Europea sulla politica nazionale».