Il voto responsabile, per fare parte dell’Unione Europea

Il voto responsabile, per fare parte dell’Unione Europea

23 Maggio 2019 0 Di il Cosmo

di Deborah Villarboito –

Oltre 400 milioni di cittadini dei 27 stati membri sono chiamati a rinnovare il Parlamento europeo, in Italia questa domenica 26 maggio. Sono in tutto 17 le liste elettorali italiane ammesse alle elezioni europee. Quelle che supereranno la soglia di sbarramento del 4% dei voti, entreranno all’Europarlamento per la prossima legislatura. Maurizio Molinari, responsabile Media per il Parlamento Europeo per l’Italia, ci spiega le dinamiche del lavoro degli europarlamentari: «Attraverso queste elezioni si sceglieranno i 751 eurodeputati che faranno parte del Parlamento Europeo, di cui 73 italiani. Essi avranno un ruolo fondamentale in quello che sarà la politica europea dei prossimi cinque anni – spiega – Quindi piuttosto che arrivare dopo e dire di non essere coinvolti nelle dinamiche dell’UE, questo è il momento di fare sentire la propria voce e di votare, di scegliere quale saranno gli europarlamentari che ci rappresenteranno al meglio».

Il Parlamento Europeo è l’unica istituzione eletta democraticamente direttamente dai cittadini dall’Unione Europea: «Possiamo esprimere preferenze e decidere chi mandarci. C’è la possibilità di dare tre preferenze oltre al voto della lista. Gli italiani potranno eleggere 73 persone che funzionano un po’ da collante tra territorio ed Europa – continua Molinari – Portano il territorio nell’Unione Europea e le sue istanze in esso. Poi l’europarlamentare affronta, a seconda delle commissioni parlamentari di cui fa parte e alle specifiche a cui è assegnato, delle tematiche che si riflettono nel processo legislativo europeo».

Oltre il 60% della legislazione italiana si rifà a leggi europee, che possono essere regolamenti direttamente applicati o direttive che devono essere recepite: «L’operato del Parlamento Europeo è fondamentale anche per capire le leggi che ci governano in Italia. Il lavoro dell’eurodeputato è quello di stare a stretto contatto con i cittadini e ha ampie zone di riferimento in base alla circoscrizione che gli compete. Spesso almeno una settimana al mese stanno sul territorio».

Il voto consapevole può aiutare l’intero Paese ad essere parte attiva dell’Unione Europea, partendo dalla sua delegazione nell’Europarlamento: «È importante avere una delegazione di buon livello. Sono importanti i nomi che si scrivono sulla scheda elettorale quando si va a votare e bisogna avere fiducia nei propri europarlamentari. Fondamentale è poi che la delegazione italiana sia coesa, che vada oltre le differenze tra i vari gruppi politici e che lavori oltre che per gli interessi europei, per quelli italiani – conclude – La critica all’Europa che non fa gli interessi dell’Italia, nasce se non si ha una delegazione forte al Parlamento Europeo. Oltre a conoscere le dinamiche del processo decisionale dell’Unione Europea, è importante che questa faccia sistema come Italia».