Lercio.it, il giornale di satira che fa cascare anche le grandi testate giornalistiche

Lercio.it, il giornale di satira che fa cascare anche le grandi testate giornalistiche

23 Maggio 2019 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

Oggi sono Salvini e Di Maio, ieri era Renzi. Il giornale satirico Lercio.it ha basato molte delle sue fortune ironizzando proprio sui politici del nostro Paese, ma anche dando notizie che – a prima vista – pur se strane, potrebbero essere veritiere. Oggi è di sicuro il media satirico più famoso in Italia. Le notizie sono tra l’umoristico, il comico e il grottesco e fanno il verso agli articoli della stampa sensazionalistica.

Il sito è stato ideato da Michele Incollu e, inizialmente, ha preso in giro in particolare Leggo, facendone una vera e propria parodia. Il 13 settembre del 2014, durante i ‘Macchianera Italian Awards’, il primo salto in avanti, con la rivelazione al grande pubblico grazie al premio nelle categorie ‘miglior sito’ e ‘miglior battuta’. Lercio nasce e cresce all’interno del collettivo satirico ‘Acido Lattico’, composto da molti degli autori che avevano dato vita alla rubrica ‘La Palestra’, iniziativa di Daniele Luttazzi. A fine 2014, esce anche il primo libro, ‘Un anno Lercio: il 2014 come non l’avete mai letto’, con prefazione di Orson Welles e Rizzoli editore. È chiaro a tutti che il sito sta facendo passi da gigante, anche nel panorama internazionale della satira.

Pure l’Accademia della Crusca di Firenze è finita nel mirino di Lercio e a questo ha dedicato una delle sue celebri pale. Dal 6 marzo 2017 è andato in onda anche il primo Tg Lercio, trasmesso in televisione da Dmax. Lo stesso anno, un nuovo libro: ‘Lercio. Lo sporco che fa notizia’, con prefazione di Daniele Luttazzi e un’introduzione a fumetti di Sio. Anno che passa, Lercio che s’ingrandisce e diventa sempre più popolare. Tanto che nell’agosto del 2017, si esibisce in due show al Sziget Festival di Budapest.

Dal 2018, Lercio collabora con siti satirici a livello europeo, com Der Postillon (Germania), Le Gorafi (Francia) ed El Mundo Today (Spagna), scambiandosi e traducendo pezzi. Terzo libro a fine 2018: ‘Lercio. La storia lercia del mondo. I retroscena dell’umanità’, con materiale quasi del tutto inedito, prefazione di Giobbe Covatta e copertina e disegni interni di Sara Pichelli.

Arriviamo all’attualità. Dal 28 gennaio del 2019, nella libreria di Audible è a disposizione ‘Best of Lercio’, selezione di migliori articoli pubblicati nei mesi precedenti. Ma a conferma che la satira e la risata salveranno il mondo, la redazione interviene spesso nelle scuole e alle università per spiegare i rapporti tra satira e fake news. Due concetti molto diversi. Numerosi sono i festival a cui hanno partecipato gli autori della testata, compreso il Festival del giornalismo di Perugia.

La ‘mission’ di Lercio – e questa è una della chiavi del suo successo – è mettere in ridicolo il cattivo giornalismo. Oggi sono 23 le persone della redazione. Come spiega Vittorio Lattanzi, uno dei fondatori, “siamo nati per fare mock-journalism, che in Italia mancava dai tempi di ‘Cuore’, un tipo di satira che nelle altre nazioni è sempre esistito”. La cosa paradossale è che Lercio ha iniziato ad avere successo “quando la gente ha cominciato a pensare che le nostre notizie fossero vere. Non pensavamo comunque di arrivare a questi numeri e ancora oggi non ci crediamo”.

I titoli sono fatti talmente bene che più di una testata giornalistica ci è cascata riprendendo una notizia di Lercio. Due esempi su tutti: nel 2014, decine di articoli parlarono dell’inventata onlus ‘Dribblando la povertà’, che raccoglieva magliette sportive per i Paesi del Terzo Mondo; ‘ItaliaOggi’ riprese la volontà di Giorgio Mastrota di portare le sue televendite in teatro. Casi che confermano come spesso i giornalisti di oggi non verifichino le fonti prima di pubblicare ciò che trovano online.

Ancora Lattanzi: “La fake news hanno il compito di portare odio su determinate categorie e di fare disinformazione, la satira no”. Questa è la grande differenza. La satira prende in giro, se poi qualcuno ci casca non è colpa sua, non è insomma una fake new.