Milano-Cortina 2026, parla Ascani: “L’Italia ha gli uomini e i mezzi”

Milano-Cortina 2026, parla Ascani: “L’Italia ha gli uomini e i mezzi”

23 Maggio 2019 0 Di il Cosmo

di Deborah Villarboito –

Lunedì 20 maggio alla Sala Appiani dell’Arena di Milano, si è tenuto il convegno “Giochi e Cultura Olimpica per Milano-Cortina Candidate City Olympic Winter Games 2026” che ha dato ufficialmente il via alla “Settimana Olimpica” che si concluderà domani, 24 maggio e organizzata dalla FICTS – Federation Internationale Cinema Television Sportifs, in collaborazione con“Milano-Cortina Candidate City Olympic Winter Games 2026”.

Il 24 di giugno si saprà chi ospiterà l’edizione numero ventiquattro dei Giochi Olimpici e Paralimpici invernali 2026 e l’Italia sta concorrendo con l’accoppiata Milan-Cortina contro la Svezia. Nel nostro Paese abbiamo ospitato già un’edizione estiva dei Giochi nel 1960 a Roma e due invernali: nel 1956 a Cortina D’Ampezzo e nel 2006 a Torino. «L’Italia ha una lunga tradizione come Paese organizzatore di grandi eventi. Abbiamo uomini e mezzi per poterle ospitare. È iniziata poi una competizione con altri Paesi. Il territorio, in base ad un sondaggio che ha fatto direttamente il Comitato Internazionale Olimpico, ha risposto superando le più rosee previsioni, dove si parla dell’87% di pareri favorevoli alla cosa. Milano è in un momento di crescita ed è più facile che ci sia questa voglia di fare, anche se 7 anni passano in fretta, ma gli investimenti più grandi bisogna dopo l’assegnazione dei Giochi». Così ci spiega Franco Ascani, unico membro italiano che dal 2018 fa parte del Comitato Internazionale Olimpico e Presidente della FICTS – Fédération Internationale Cinema Television Sportifs.

Il punto di forza starebbe nell’unione delle risorse di più territori: «La realizzazione del progetto è stata facilitata dal fatto di allargare ad altre sedi. Fossero stati otto anni fa, ad esempio, Milano non avrebbe potuto candidarsi per il fatto che non ha le montagne. Con questa formula che è venuta fuori in cui a Milano ci saranno gli sport del ghiaccio e sulle piste di Cortina il sci e tutto il resto, il problema è stato superato – spiega Ascani – Forse bisognerà incrementare i trasporti e la viabilità, ci vorrà del tempo. In montagna abbiamo i posti più belli dove abbiamo organizzato i campionati del mondo di ogni tipo di sport invernale con risultati eccellenti. Si tratta adesso di trovare una giusta amalgama e un perfetto coordinamento».

Il progetto prevede tutto nell’ottica della sostenibilità e del principio dell’olimpionicità, il rispetto dei principali etici fondamentali. Si prevede per il 2026 la produzione di un reddito di 2,8 miliardi, oltre che una rivitalizzazione del territorio attraverso creazione di posti di lavoro e sviluppo ulteriore del turismo. Anche gli impianti sono studiati ad hoc: «Verrà costruito il villaggio olimpico e altre strutture che diventeranno dopo i Giochi alloggi per gli studenti, visto che Milano ha una grande attrattiva dal punto di vista universitario ma i costi degli affitti sono molto alti. Sul lungo termine c’è anche la possibilità di riuscire a creare spazi in grado di equilibrare il mercato. Si cercherà di evitare gli sprechi e gli abbandoni, poiché il Cio già richiede nel dossier di candidatura un piano di eredità per il dopo evento, l’impiego in poche parole delle strutture che vengono utilizzate per questo evento».

Non solo Olimpiadi ma anche Paralimpiadi: «Un evento come quello dei Giochi dà una grossa mano nella diffusione della cultura dello sport paralimpico visto come insieme di abilità e non di mancanze – conclude Ascani che di Giochi ne ha vissuti ben 13 edizioni – chi ha avuto modo di vivere e partecipare alle Paralimpiadi ha provato un grande coinvolgimento. Il pubblico sta crescendo in modo esponenziale e questo è un buon segno, anche per l’incremento della percezione dei valori che lo sport ispira».