Pensioni d’oro e non solo: giugno di passione

Pensioni d’oro e non solo: giugno di passione

23 Maggio 2019 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

Giugno di passione per i pensionati. Scatta infatti il conguaglio relativo al taglio annuale della rivalutazione delle pensioni, come previsto dall’ultima legge di Bilancio per tutti i trattamenti pensionistici tre volte sopra al minimo (1.522 euro al mese), applicato da aprile. Sono coinvolte 5,6 milioni di persone. La notizia arriva dall’Inps: “Nel mese di giugno si recupera la differenza relativa al periodo gennaio/marzo 2019”.

Ma c’è anche una seconda mazzata, sempre dal mese prossimo. Si avvia infatti la sforbiciata alle cosiddette pensioni d’oro, altro provvedimento compreso nella legge di Bilancio, per gli assegni che superano i 100 mila euro annui. Il taglio andrà dal 15 al 40%. Qualcuno si salverà: coloro che ricevono la pensione d’invalidità, la reversibilità, le vittime del dovere e del terrorismo, gli assegni frutti di cumulo (contributi versati in gestioni diverse).

Nella circolare dello scorso 7 maggio, l’Inps ha fatto sapere che, a decorrere dal primo gennaio 2019 e per 5 anni, “i trattamenti pensionistici diretti complessivamente eccedenti l’importo di 100 mila euro lordi su base annua sono ridotti di un’aliquota percentuale in proporzione agli importi”. Tra 100 mila e 130 mila euro -15%, tra 130 mila e 200 mila -25%, tra 200 e 350 mila -30%, tra 350 e 500 mila -35%, oltre i 500 mila fino al 40%. Sforbiciata accompagnata dal conguaglio per il periodo gennaio/maggio, in tre rate: la prima a giugno, la seconda a luglio, la terza ad agosto. Per le pensioni sopra ai 100 mila euro, in totale, si dovrebbero risparmiare 76 milioni di euro nel 2019, 80 milioni nel 2020 e 83 milioni nel 2021; soldi che saranno dirottati sul Reddito di cittadinanza.

Abbiamo parlato in apertura dell’altro conguaglio, che riguarda pensioni tre volte sopra al minimo. In questo caso, la rata sarà unica e verrà trattenuta dal prossimo cedolino. Si recupera la differenza del periodo gennaio/marzo 2019. Pronta la reazione dello Spi-Cgil: “Lo avevamo denunciato da tempo e ora abbiamo la certezza. Dopo averli definiti avari, il Governo beffa ancora 5,5 milioni di pensionati riprendendosi i soldi che hanno avuto in più di rivalutazione nei mesi di gennaio, febbraio e marzo per un totale di 100 milioni di euro. Ovviamente il tutto avverrà subito dopo le elezioni europee. Fanno come e peggio degli altri. Alla faccia del cambiamento”.

Per il primo giugno, i sindacati hanno convocato una manifestazione dei pensionati a Roma.