Pokemon Sleep: mostro o toccasana?

Pokemon Sleep: mostro o toccasana?

29 Maggio 2019 0 Di il Cosmo

Si chiama Pokemon Sleep, è un po’ gioco per smartphone un po’ allarme per genitori. Arriverà sui mercati l’anno prossimo, nel 2020, ed è una delle tante novità annunciate in conferenza stampa da The Pokemon Company.

Il nuovo gioco promette di fare prima da ninna nanna per i piccoli e poi di monitorare la qualità del sonno dei giocatori, che saranno bambini. Un alleato in più per mamma e papà, considerato che ormai lo smartphone si dà ai figli che sono ancora nella culla. Come unire l’utile al dilettevole. I genitori potranno scoprire se loro figlio dorme bene e, se così non fosse, fare gli accertamenti del caso sul perché accada.

L’applicazione non sarà sola. Debutterà sul mercato pure Pokemon Go Plus +. In questo caso, si tratta di un dispositivo che, collegato via Bluetooth, avrà sempre il compito di sentinella per i bimbi. Userà infatti l’accelerometro integrato per raccogliere dati relativi al sonno.

Con Pokemon Sleep, naturalmente, non mancherà il divertimento per i piccoli giocatori che, ogni mattina, potranno svegliarsi con i loro mostriciattoli preferiti. Con un’esperienza di gioco mai vista prima. Il sonno diventerà un divertimento e le mamme e i papà di tutto il mondo sanno quanto sia difficile far dormire beatamente tutta la notte il figlio o la figlia. L’applicazione creerà il minigioco proprio sulla base delle ore di sonno dell’utente.

Va detto che per una delle prime volte lo smartphone non viene definito come nemico dei bambini e dei ragazzini. Non ci sono le classiche controindicazioni: per dormire meglio, non stare attaccati agli smartphone la sera, che creano eccitazione e non fanno dunque addormentare. Le possibilità sono due: o questo nuovo gioco è davvero un toccasana, diverso da tutti gli altri, in grado di calmare invece di agitare, oppure ci si è arresti agli usi e costumi di oggi, ossia al fatto che tanto lo smartphone è ormai il vero e proprio libro delle favole della sera per i bambini. L’oggetto che somiglia sempre di più alla coperta di Linus: dà sicurezza. E allora diamoglielo da tenere anche vicino al cuscino perché è così che misurerà le ore di sonno la nuova app.

di Alessandro Pignatelli