Andrea Pellegrini: “Il duro lavoro, paga. Siamo noi la vera Sinistra”

Andrea Pellegrini: “Il duro lavoro, paga. Siamo noi la vera Sinistra”

30 Maggio 2019 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

“Il lavoro paga”. In casa Lega volano i tappi di spumante per la netta affermazione alle Europee, dove il Carroccio diventa il primo partito italiano con circa il 33% dei voti. Andrea Pellegrini, esponente di punta di Milano, commenta così il risultato: “Devo dire che le cifre mi spaventano un po’ perché preferirei una coalizione del centrodestra un po’ più equilibrata. Ma Matteo Salvini ha confermato di essere un uomo forte, un po’ meno probabilmente la Lega. Ripeto: un centrodestra con più omogeneità sarebbe stato meglio”.

Fatta questa piccola critica, Pellegrini aggiunge: “Sono naturalmente molto contento che il nostro leader in Europa sia praticamente il più votato e che possa dire la sua contro i poteri forti. L’Europa sarà più umana e meno basata sui soldi”. Non si può non affrontare il crollo degli alleati di governo, il Movimento 5 Stelle: “I cittadini hanno visto tutti i no dei pentastellati, alla sicurezza, al lavoro, ai migranti. E hanno votato di conseguenza. Salvini è uno che dice quattro cose, ma poi quelle quattro le fa”.

Una battuta è d’obbligo: “Questa mattina il mio farmacista aveva finito tutti i Maalox”. Per avversari e probabilmente anche alleati o pseudo-tali: “Ma lui, Salvini, si attendeva questi numeri. Io vorrei che crescesse anche Giorgia Meloni e che Forza Italia cambiasse un po’, fosse più decisa e condividesse le nostre battaglie”. Vede un rischio, il politico milanese: “Effetto Renzi per Salvini? Potrebbe accadere se non ascoltasse il territorio, se decidesse di agire da solo”.

A Milano, come a Torino e a Roma, il Pd è il primo partito: “Ho analizzato un po’ la situazione della mia città e ho notato che in centro, dove vive la gente benestante, i Democratici sono stati molto forti. Anche in periferia sono il primo partito, comunque, e questo ci deve far riflettere. Dobbiamo cambiare approccio. Fare più progettazione ed essere meno partito d’impatto. Far capire alle gente che siamo una formazione di governo”. Il discorso più generale è una logica conseguenza: “Se guardi le grandi città, il Pd è forte perché nelle metropoli vivono le persone che stanno bene economicamente, che non hanno problemi. Nelle periferie e nelle campagne si sta più a contatto con i Rom, con la criminalità e qui viene fuori la capacità della Lega di essere vicina alla gente”.

Insomma, “la Lega oggi è il vero partito di sinistra. Il Pd ormai è vicino ai grossi imprenditori. E Forza Italia, a sua volta, raccoglie di più l’elettorato moderato, ma è più vicina di Dem. Non è più una forza di cambiamento. Salvini invece dialoga con tutti, in Europa ha superato anche Marine Le Pen e Angela Merkel come consensi. Ed è una persona che non va a caccia di poltrone: nonostante il grande successo, ha detto che continua a governare, non chiede rimpasti”.

Pellegrini conclude: “Salvini vince perché è furbo e intelligente, ma anche perché gli altri sono fessi. L’exploit del Pd? Sono alcuni dei votanti del Movimento 5 Stelle, costruito in buona parte da elettori di sinistra, che son tornati alla base”. Lui ha doppiamente brindato perché ha portato all’elezione in Europa di Silvia Sardone: “E’ un Salvini al femminile. Furba politicamente, che ha girato con me i mercati e fatto aperitivi con il popolo durante le campagna elettorale. Ora lascerà il posto in Consiglio regionale, incompatibile con la carica europea, ma non il Consiglio comunale perché vuole dare una mano in vista del 2021”.