Ci facciamo uno Spritz? Storia e ricetta del drink più famoso

Ci facciamo uno Spritz? Storia e ricetta del drink più famoso

30 Maggio 2019 0 Di il Cosmo

di Sabrina Falanga –

In questa uscita di “Cosmo Cocktail Lab” il nostro barman Jonathan Bergamasco desidera raccontare uno dei drink italiani più famosi, bevuti, discussi e ricercati al mondo: lo Spritz. 

“Ho scelto lo Spritz non solo per la sua ‘facilità’ di preparazione anche a casa, adatto quindi a ogni tipo di occasione, ma per alcuni fatti successi qualche giorno fa e che nel mondo del bar hanno fatto un po’ discutere”.

Il New York Times stronca lo Spritz: “In realtà non è buono”. Ecco come esordisce la famosa testata giornalistica americana dopo una breve visita nella Milano da bere; la giornalista Rebekah Peppler, autrice dell’articolo, lo definisce un succo di frutta, assolutamente non un buon drink.

“Ora, premesso che ci sono esperti molto più qualificati di me – dice Jonathan – che hanno già espresso varie opinioni sullo Spritz, o Aperol Spritz che dir si voglia, valutandolo un cocktail non all’altezza della sua fama, c’è da fare una bella considerazione: il fatto che non sia così elaborato o difficile da comprendere non lo classifica come pessimo, basti pensare a quanti turisti quando vengono in Italia cercano lo Spritz come punto di riferimento o a quanti locali italiani all’estero hanno creato una fortuna intorno allo Spritz. Ecco, questo dovrebbe farci riflettere, oltre che arrabbiare, perché siamo bravissimi a vendere i prodotti di altre nazioni ma altrettanto bravi a sminuire i nostri incentivando articolo del genere. E questo lo dico perché ho sentito molti barman italiani dice che lo Spritz ‘fa schifo’! Ci sono locali che ne producono migliaia al mese: ditelo a loro! Detto ciò, pagherei per vedere un americano che, ricordiamo, serve gli spaghetti con il ketchup, dire ad un veneto che lo Spritz fa schifo e vedere come va a finire…”

Ora, come sempre, qualche accenno storico, “anche perché la maggior parte di voi crede che lo Spritz sia nato con l’Aperol e quindi vincolato da questo brand che l’ha lanciato sul mercato: in realtà sono i brand che hanno fatto fortuna creando il loro personale Spritz (Aperol, Campari, select, Martini, Cynar, Hugo ecc)”.

Le origini di questo drink ci riconducono ai soldati dell’impero austriaco che, durante i presidi al confine italiano, abituati a consumare birra con un gradazione bassa, per stemperare l’elevata gradazione alcolica dei vini veneti li avrebbero allungati con selz o acqua frizzante.

Da qui si vuole l’origine del nome, derivato dal verbo tedesco spritzen, che significa “spruzzare”.

Ricetta:
Prosecco doc – 6cl
Bitter – 4cl
Selz/acqua gasata – QB

Garnish:
fetta di arancia 

Preparazione:

“Tecnica build, quindi costruzione del drink all’interno del bicchiere (o delle caraffe volendo ) riempiamo di ghiaccio, versiamo prima il prosecco poi il bitter scelto e infine una spruzzata di soda, completiamo con una bella fetta di arancia”.

Cosa ci serve:
Bicchieri a piacere (tanti lo amano nel calice, io no ahahah)
Jigger/Misurino/tazzina da caffè 
Amici e parenti veneti ben predisposti a fare festa 

Curiosità
“Il bilanciamento dei drink, se è per voi o per i vostri ospiti, diventa personale chi lo ama con più prosecco o chi con più bitter, se invece lo servite al locale ricordate che la percentuale di vino è sempre maggiore a quella del bitter quindi non presentate degli Spritz fluorescenti in stile radioattivo. Ricordatevi anche che il vino costa meno del bitter, anche per questo dovreste controllare le dosi. Per quanto riguarda il ‘gusto’ avete possibilità infinite di abbinamento al vino e alla selz: diciamo che i bitter e gli amari sono gli abbinamenti più riusciti.

Italia VS Stati Uniti sfida infinita… Enjoy”.